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Sindaco di Isernia smantella la tenda davanti all’ospedale, ‘ora fase due’

Era stata montata nella notte tra
Natale e Santo Stefano e sempre di notte ieri quella tenda è
stata smontata. Svanisce nottetempo il simbolo della resistenza
e resilienza del sindaco di Isernia, Piero Castrataro, che, in
quella tenda, ha trascorso 167 giorni consecutivi per difendere
la sanità territoriale e il diritto alla salute dei suoi
concittadini. Il primo cittadino lo ha annunciato sui social
solo a cose fatte, proprio come quando il suo presidio è
iniziato, nel freddo inverno dello scorso anno.
    La tenda, è il suo messaggio, “ha rappresentato un risveglio
delle coscienze, non solo una denuncia di quello che sta
succedendo nella sanità molisana ormai da anni che, troppo
spesso, non è stato raccontato”. Un intervento fiume per
raccontare tutto ciò che ha vissuto in oltre 6 mesi, passando
soprattutto per la fiaccolata di gennaio, a cui parteciparono
oltre 7.000 persone, e l’abbraccio dei bambini che sono andati
da lui per chiedergli di poter restare nella loro terra,
conservando i servizi essenziali. Ora per Castrataro parte la
fase due. “Credo sia il momento degli Stati Generali della
sanità molisana – scrive – per coinvolgere esperti che possano
indicarci un modo diverso per uscire dal commissariamento che
ha prodotto, nel 2025, altri 50 milioni di debiti”.
    Secondo Castrataro, però, dopo 167 giorni nulla purtroppo è
cambiato. “Perché all’interno della politica regionale – spiega
– c’è un conflitto pubblico-privato che non è stato mai sanato
che non vuol dire denigrare la sanità convenzionata e la sua
eccellenza, vuol dire dargli quello che giustamente merita
l’eccellenza, ma fare in modo che tutto quello che gli ospedali
pubblici possano fare lo continuino a fare gli ospedali pubblici
senza che ci sia competizione nei territori”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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