
L’ex Istituto Nautico di Termoli
sarà trasformato in teatro con annessa biblioteca e caffè
letterario, saranno riqualificate aree sul lungomare nord e nel
tratto sud di Rio-Vivo Marinelle. Sono alcuni dei punti salienti
del “Piano città degli immobili pubblici” firmato dal presidente
della Regione Molise, Francesco Roberti, dal sindaco di Termoli,
Nicola Balice, dal responsabile regionale Abruzzo e Molise
dell’Agenzia del Demanio, Caterina Micossi, dal Direttore
Marittimo dell’Abruzzo, del Molise e delle Isole Tremiti,
capitano di vascello Daniele Giannelli.
L’accordo mira a valorizzare e riqualificare il patrimonio
immobiliare pubblico della città per rispondere ai fabbisogni
delle pubbliche amministrazioni, del territorio e a creare
valore economico, sociale e ambientale. Si inserisce nel quadro
strategico del ministero dell’Economia e delle Finanze con
l’obiettivo di azioni rigenerative per il recupero funzionale di
alcuni edifici e la loro restituzione alla vita attiva delle
comunità. Tra gli obiettivi dell’intesa: il recupero e il riuso
di stabili pubblici di interesse architettonico,
storico-artistico e culturale, il rafforzamento della vocazione
marittima della città, connettendo il lungomare e il porto,
aumentando l’attrattività turistica di Termoli. Per questo sono
previsti interventi sul waterfront e sul sistema dei trabucchi
per migliorare l’area tra la costa e il porto con nuovi spazi
verdi, piste ciclopedonali e luoghi di relazioni secondo un
modello di sviluppo sostenibile e di tutela della biodiversità.
Il primo portafoglio immobiliare del Piano Città ha 9 beni: 5
di proprietà dello Stato, 3 di proprietà del Comune e 1 di
proprietà di Autostrade per l’Italia.
“Questa è una prima idea di come deve essere la sinergia tra
le diverse istituzioni – ha dichiarato Roberti -. Quando si
riqualifica un immobile che si definisce identitario, significa
che quello stabile racconta la storia di un comune, di una
popolazione. Mi riferisco all’ex Nautico come alla caserma della
Guardia di Finanza vicino al Mercato ittico, rappresentano
l’identità della città che non va distrutta ma riqualificata.
Quanti ragazzi hanno frequentato quella scuola. Se questi
fabbricati venissero abbattuti, si perderebbero la nostra
identità e il nostro racconto. Termoli ha una vocazione
turistica, allora serve una rigenerazione urbana tenendo conto
dell’identità di una popolazione. Accettiamo la sfida”.
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Fonte Ansa.it