
Il presidente della Regione
Piemonte, Alberto Cirio, ha donato un pelouche di stambecco al
Consiglio regionale dopo che l’ungulato, simbolo del Parco
nazionale del Gran Paradiso, è stato tolto “dalle specie
cacciabili per ritornare a essere difeso e protetto come prima”.
Il governatore, in un video sui social, ha detto che “oggi
questo pelouche rimarrà qua negli spazi del Consiglio regionale,
non soltanto perché è una battaglia vinta ma anche per ricordare
che le specie protette, il rispetto per gli animali, fanno parte
del nostro credo e del nostro impegno quotidiano”.
“Sapete – spiega il governatore nel video – che c’è stato un
dibattito in Italia, perché nella riforma sulla legge sulla
caccia che è in corso di discussione a Roma qualcuno aveva
voluto togliere lo stambecco dalle specie protette per metterlo
nelle specie cacciabili. Questo vuol dire che oggi con le norme
attuali gli stamvecchi sono protetti, non si possono uccidere.
Invece con quella norma si sarebbe data la possibilità di essere
cacciati. Noi abbiamo preso come Piemonte – aggiunge – una
posizione molto chiara, l’ho fatto io personalmente, ma anche
tanti consiglieri di tutti i partiti, li voglio ringraziare.
Perché la figura dello stambecco per me è una figura sacra, una
figura che rappresenta il nostro Piemonte e soprattutto è una
figura tutelata e che deve continuare a essere tutelata. Allora
ne ho parlato nei giorni scorsi con il ministro Lollobrigida,
che voglio ringraziare per la sensibilità che mi ha dimostrato
perché è immediatamente intervenuto e nell’ambito di questo
dibattito ha segnalato la posizione del governo che ha fatto
togliere lo stambecco dalle specie cacciabili per ritornare a
essere difeso e protetto come prima”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it