Home » Italia » Piemonte » Studenti fuorisede, a Torino bloccati dai lacrimogeni e picchiati

Studenti fuorisede, a Torino bloccati dai lacrimogeni e picchiati

Alcuni studenti sardi fuorisede,
iscritti all’Università di Torino, raccontano di essere stati
coinvolti negli scontri di ieri durante la manifestazione pro
Askatasuna, mentre sfilavano nel corteo pacifico. “Eravamo ad
almeno 250 metri dagli scontri tra manifestanti e polizia, io e
un mio amico guardavamo vicini alle inferriate di un parco la
situazione – ricostruisce all’ANSA Mariangela, 20 anni – Ad un
certo punto sono arrivati almeno tre lacrimogeni davanti a noi,
quelli che erano davanti tornavano indietro e viceversa. Io e il
mio amico, pensando fosse più sicura una via a dieci metri da
noi, abbiamo iniziato a correre da quella parte. Le altre
persone correvano dalla parte opposta, pensavamo scappassero dai
lacrimogeni, invece scappavano dai poliziotti con casco, scudo e
manganelli”.
    “In un secondo – prosegue Mariangela – ci hanno buttato a terra,
non so quanto sia durato, ma con gli occhi e la gola a pezzi per
i lacrimogeni non capivamo più nulla”. Avete avuto paura? “Sì
tanta: ci pestavano senza neanche guardarci in faccia, pesiamo
40 chili in due. Io li ho pregati di fermarsi. Urlavamo: ‘perchè? stiamo solo cercando di uscire, basta’. Ho guardato un
poliziotto negli occhi, dopo avergli urlato ‘basta’ lui ha
alzato le mani in alto, per farmi rialzare. Il mio amico è
riuscito a dimenarsi e venire verso di me. Non capivamo più
niente. Siamo riusciti ad arrivare alla via dietro l’angolo e a
scappare”.
    I ragazzi sono stati poi aiutati dalle persone incontrate
durante il fuggi fuggi e alla fine hanno voluto raccontare
questa loro brutta esperienza. “Ci hanno accerchiato senza
ritegno – dice Mariangela – tantissimi ragazzi erano tranquilli.
    Una classica mossa a tenaglia. Probabilmente, non so, si sono
sentiti forti a picchiare dei ragazzini che cercavano di
scappare indifesi dai lacrimogeni. Nessuno di noi, dietro la
massa, era armato in alcun modo. Oppure hanno visto la mia
bandiera della Palestina e hanno pensato che questo era un
attacco? Non so. Ma vorrei giustizia in questo mondo. Condanno
l’attacco ai poliziotti – chiarisce – ma condanno gli attacchi
che abbiamo subito noi. E’ possibile avere in questo Paese un
po’ di giustizia?”. Mariangela lascia appesa la risposta.
   
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

Condividi questo Articolo
Dite la vostra!
00

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>