
– GENOVA, 22 MAG – Gli imprenditori che avevano a che fare
con Fernando Colangelo, l’ex super dirigente della Questura di
Genova, di cui la Procura di Genova ha chiesto l’arresto insieme
a un altro poliziotto nell’ambito dell’inchiesta per un giro di
favori in cambio di appalti pubblici, avevano nei suoi confronti
un “timore reverenziale” perché era considerato potente e
autorevole. Tutto questo emerge dalla richiesta di custodia
cautelare firmata dalla pm Patrizia Petruzziello: uno degli
imprenditori sentiti dalla guardia di finanza ha raccontato di
conoscerlo da alcuni anni e che lui gli aveva detto di essere “il capo della polizia”.
Stamattina davanti alla gip Elisa Campagna si sono presentati
gli imprenditori Caterina Ghio, Marco Deriu e Andrea Badalacco.
Anche loro come Giovanni Carbonaro e Paolo Bocconi (avvocati
Francesca Pastore e Sandro Vaccaro) si sono avvalsi della
facoltà di non rispondere ma hanno fatto sapere che stanno tutti
abbandonando gli incarichi nelle società oggetto degli appalti
sospetti. La gip deciderà sulle misure nelle prossime settimane
dopo aver sentito anche i legali rappresentanti delle società
coinvolte (Tcm srl, Genova service srl, P&G Service srl e Palapa
srl) per cui è stata chiesta la misura interdittiva dal poter
firmare contratti con la pubblica amministrazione. La pm, che
aveva chiesto il carcere per Colangelo e Arado in quanto
funzionari pubblici e i domiciliari per gli imprenditori, aveva
chiesto la misura cautelare a settembre del 2025 quando
Colangelo era stato trasferito in Prefettura con un incarico che
gli consentiva un potere di spesa ancora maggiore rispetto al
precedente. Per l’accusa c’era il rischio di inquinamento
probatorio perché il dirigente aveva influenza su molte persone
e anche il rischio che reiterasse il reato. Ma proprio oggi
Colangelo è andato in pensione, e questo potrebbe rendere ‘non
più attuale’ l’esigenza cautelare. Intanto le indagini sono
praticamente chiuse e gli indagati – si apprende – sarebbero in
tutto circa quaranta.
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Fonte Ansa.it