
“Siamo vicini alla città di Sirte,
nella parte ovest della Libia e siamo di fatto fermi. Chiediamo
un passaggio sicuro e garantito”. Sara Suriano ha la voce che
viene rotta dal vento. È partita da Andria, in Puglia, per
raggiungere la Striscia di Gaza in una missione che è gemella a
quella che via mare l’esercito israeliano ha intercettato.
Si chiama Global Sumud Convoy ed è una carovana umanitaria “civile e non-violenta che si dirigerà nei prossimi giorni verso
il valico di Rafah tra Egitto e la Striscia di Gaza”, ricorda
Sara, 33 anni e un lavoro come docente, che ha tra i suoi
compagni di viaggio Domenico Centrone, 33enne professore
universitario di Molfetta (Bari). “Il convoglio internazionale è
composto da circa 300 attivisti e attiviste provenienti da 25
Paesi del mondo per aprire un corridoio umanitario”, dice Sara.
Si muovono grazie a cinque pullman ma fanno parte della
spedizione anche “autoambulanze, alcuni furgoni per trasportare
case mobili che vanno consegnate a Gaza ca cui sono destinate
anche medicine e aiuti umanitari”. “Siamo qui perché stiamo
intraprendendo negoziati con il generale Haftar. La mezzaluna
rossa al momento ha interrotto ogni comunicazione con noi”,
continua Domenico. “Sappiamo che i negoziati non sono semplici
ma proveremo a raggiungere Gaza con il nostro carico di aiuti e
personale sanitario per riportare la giustizia nella Striscia”,
conclude.
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Fonte Ansa.it