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All’UniPg 54 nuove posizioni per il futuro dell’ateneo

Il senato accademico e il
consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di
Perugia, nella seduta del 31 marzo 2026, hanno approvato
integralmente la programmazione 2026-2027 del personale docente.
    !”Si tratta – sottolinea l’ateneo – di una programmazione di
portata storica, per dimensione, impostazione e valore
strategico”. Nel complesso, saranno messe a bando 54 posizioni:
34 ricercatori a tempo determinato in tenure track (Rtt), sette
professori associati, 13 professori ordinari.
    Per realizzarla, verranno mobilitati 42 punti organico: un
dato di assoluto rilievo nel panorama universitario nazionale,
dove quasi sempre le programmazioni si fermano su valori assai
più contenuti. Per l’Università degli Studi di Perugia –
sottolinea una sua nota – “si tratta di un passaggio di
eccezionale importanza, che segna insieme una scelta di governo,
un investimento nel presente e una chiara assunzione di
responsabilità verso il futuro”.
    Per la prima volta nella sua storia, l’ateneo realizza una
programmazione organica di Rtt, attraverso una scelta chiara e
strutturale: investire in modo deciso su nuove energie
scientifiche, sul rinnovamento del corpo docente, sulla qualità
della ricerca e della didattica, sulla capacità di attrarre
competenze e di rafforzare la comunità accademica.
    Questa è anche la prima vera programmazione di nuovi ricercatori
su fondi ordinari dell’ateneo. Gli Rtt sono i nuovi ricercatori
universitari a tempo determinato in tenure track: giovani
studiosi selezionati per rafforzare la ricerca e la didattica
dell’ateneo, inseriti in un percorso strutturato di crescita
accademica che, attraverso il raggiungimento e la verifica dei
requisiti previsti, conduce nell’arco di sei anni alla posizione
di professore associato.
    Il piano straordinario ministeriale per gli Rtt è stato
utilizzato in misura minima, per tre sole posizioni. È un dato
che chiarisce bene la natura dell’operazione: non una risposta
contingente, ma una scelta strutturale, fondata su una precisa
visione dell’università e orientata a dare prospettive concrete
a quanti vivono oggi condizioni di precarietà nella ricerca,
insieme all’ingresso di nuove competenze.
    La decisione è frutto di un ampio confronto e di
partecipazione con i direttori di dipartimento, che ha
accompagnato la definizione della programmazione. Su questa
base, il senato accademico e il consiglio di amministrazione
hanno espresso grande apprezzamento per la chiarezza della linea
strategica, che individua nelle nuove generazioni della docenza
e della ricerca una priorità decisiva per lo sviluppo
dell’università.
    Un ulteriore elemento di rilievo riguarda l’apertura
dell’ateneo verso l’esterno. Una parte consistente della
programmazione è infatti destinata a studiose e studiosi che
abbiano maturato significative esperienze di ricerca o
formazione fuori dall’università di Perugia: 12 Rtt saranno
riservati a ricercatori che abbiano svolto almeno 36 mesi fuori
dall’ateneo che emette il bando e sette professori associati
saranno riservati a profili che, almeno nell’ultimo triennio,
non abbiano avuto contratti con l’ateneo di Perugia. È un
segnale concreto di qualità, apertura e rinnovamento, nel quadro
di una programmazione che tiene insieme valorizzazione delle
energie presenti e capacità di attrarre forze nuove.
    Le posizioni saranno distribuite in tre tranche, così da
sostenere in modo ordinato ed efficace l’intero impianto della
programmazione. I sette posti di professore associato saranno
invece tutti banditi immediatamente, in ragione delle esigenze
connesse alle scuole di specializzazione e ai corsi ad alta
numerosità di studenti, ai fini del pieno rispetto dei requisiti
di accreditamento iniziale e di qualità dell’offerta formativa.
    La portata dell’intervento è resa possibile dalla solidità
economica dell’Università degli Studi di Perugia, da un’attenta
politica di bilancio e dalla capacità di costruire alleanze
istituzionali. A ciò si affianca una precisa scelta di governo:
investire con decisione sui giovani ricercatori e ricercatrici,
per dare nuova energia al presente e rilanciare l’antica
tradizione dello Studium, oggi articolato in 14 dipartimenti e
con oltre 30 mila studenti e studentesse, nelle sfide del nostro
tempo.
    Di particolare rilievo è anche la collaborazione con le
istituzioni territoriali. Tra i sette posti di professore
associato, quattro saranno finanziati dalla Regione Umbria,
nell’ambito dell’accordo condiviso con l’ateneo a sostegno delle
scuole di specializzazione e del rafforzamento dell’area medica,
della qualità della formazione, della sanità e dei servizi al
territorio. La programmazione è già stata calendarizzata e
partirà immediatamente. Nella prima tranche saranno bandite 27
posizioni, pari alla metà del totale: 13 Rtt, sette professori
associati, sette professori ordinari.
    Come ha sottolineato il rettore, Massimiliano Marianelli: “Abbiamo compiuto, insieme, una scelta che traccia la strada
dell’ateneo: una programmazione ampia, seria e sostenibile, che
mette al centro i giovani ricercatori e ricercatrici, la qualità
della ricerca e il rafforzamento della nostra comunità
accademica. La priorità è chiara: offrire prospettive concrete a
chi vive condizioni di precarietà nella ricerca e consentire
l’ingresso di nuovi talenti ed energie. È un risultato
straordinario, che va oltre i numeri, pur eccezionali: parla
della coesione con cui i direttori di dipartimento e gli organi
di ateneo hanno condiviso questa scelta, della collaborazione
con le istituzioni, e soprattutto della volontà del nostro
ateneo di investire nelle nuove generazioni della ricerca e
della docenza per costruire con responsabilità il proprio
futuro”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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