
Tra casi di errori giudiziari e
ingiusta detenzione, lo Stato italiano può spendere tra 30 e 50
milioni di euro all’anno per indennizzi. Senza contare inoltre
chi non riesce comunque ad ottenerli. Si è aperto con un focus
sui dati a livello nazionale, in riferimento alle vittime della
giustizia, l’incontro “Il giorno della giustizia negata”,
organizzato in tutto il paese da Forza Italia e in contemporanea
a Perugia dalla segreteria provinciale del partito.
“Più andiamo a sud più i numeri si fanno copiosi, con
l’Umbria che rientra nella fascia delle regioni più virtuose” ha
sottolineato l’avvocato Gabriele Magno, presidente nazionale
della Associazione Art.643-Vittime degli errori giudiziari, in
collegamento online con la Sala partecipazione di Palazzo
Cesaroni a Perugia. Presenti, tra gli altri, il segretario
regionale FI Giovani Umbria Edoardo Pannacci e Fiammetta Modena,
segretario provinciale FI Perugia che ha coordinato l’incontro.
Il quadro giuridico è stato illustrato poi dal responsabile
provinciale del Dipartimento giustizia, l’avvocato Simone
Pasqualoni. “Sono tanti – ha commentato – i cittadini che
rinunciano alla giustizia perché si sentono abbandonati, viene
tolta loro la fiducia nello Stato”.
Durante l’incontro, sempre grazie alla Relazione ministeriale
al parlamento, sono stati ricordati i dati della Corte d’appello
di Perugia: nel 2024 ci sono stati nove procedimenti
sopravvenuti per il riconoscimento del diritto alla riparazione
per ingiusta detenzione e ne sono stati definiti 23.
Lamberto Marcantonini, amministratore provinciale FI
Perugia, imprenditore e come ex sindaco di Bettona ha portato la
sua testimonianza e la sua storia giudiziaria con i quattro
processi subiti durante la sua carica. “In tutti e quattro – ha
detto – sono stato assolto perché il fatto non sussiste. Quello
più grande era per associazione a delinquere per disastro
ambientale, in cui mi erano stati chiesti 5 anni di carcere e
con sentenza di assoluzione arrivata dieci giorni dopo le
elezioni”.
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Fonte Ansa.it