
“Chi lavora nella sanità
privata merita rispetto. Non solo applausi, ma diritti”. Così il
segretario generale della Uil-Fpl Molise, Emilio Corbo, alla
vigilia dello sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali il
prossimo 22 maggio che interesserà anche in Molise i lavoratori
della sanità privata accreditata e delle Rsa.
“La dignità del lavoro non è negoziabile”, sottolinea il
sindacalista, in queste strutture “si continua a garantire
l’assistenza sanitaria ogni giorno, anche nei contesti più
fragili e con organici ridotti all’osso”, mentre “i nostri
contratti collettivi nazionali sono scaduti da oltre sei e
dodici anni. Una situazione surreale, che ci riporta a un tempo
che speravamo superato, in cui i lavoratori erano invisibili e
la loro voce irrilevante. In Molise – prosegue – la questione
assume una valenza ancora più grave. Il nostro Sistema sanitario
regionale (Ssr) è in profonda sofferenza, le liste d’attesa si
allungano, le strutture pubbliche si svuotano e la sanità
privata, convenzionata con il Ssr, assume un ruolo sempre più
centrale. Ma questo ruolo non può essere pagato con il
sacrificio dei diritti di chi lavora”.
Il 22 maggio sindacati e lavoratori saranno, dalle 10 alle
12, davanti alla sede della Regione per chiedere “un impegno
concreto da parte delle istituzioni. Non solo solidarietà
simbolica, ma atti amministrativi coerenti con i principi di
giustizia sociale che la sanità, anche quella privata, non può
tradire”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it