
Un fiume di acqua e fango ha investito il centro di Sesto Fiorentino, tra i comuni più grandi e importanti dell’hinterland fiorentino attorno alle 10, quando il torrente Rimaggio ha rotto gli argini in piazza del Mercato, invadendo in pochi minuti le vie limitrofe, sommergendo auto, allagando case, negozi e la cripta della chiesa di San Martino, distante un centinaio di metri ma per fortuna non facendo feriti. A stretto giro l’ordinanza del Comune, con il divieto di uscire di casa e di spostarsi ai piani alti, evacuando tassativamente i piani terreni delle abitazioni e pertinenze in prossimità di canali e corsi d’acqua. “Una cosa del genere non l’avevo mai vista” commenta Tommaso, che vive nei pressi del centro cittadino.
Il Consorzio di bonifica è intervenuto immediatamente ricostruendo l’argine, ma la situazione resta critica. “Il Rimaggio ha smesso di esondare e prosegue l’attività di eliminazione del fango dalle strade – dice il sindaco Lorenzo Falchi – Ci vorrà invece più tempo per il pompaggio dell’acqua da sottopassi e garage e cantine private. Stiamo raccogliendo le necessità di intervento e domani le squadre della protezione civile saranno rafforzate con pompe idrovore”.
Sempre in centro è crollato un muro in via Savonarola, con i detriti che hanno investito due auto e un furgoncino ed è stato allagato in via della Tonietta lo storico studio di registrazione Parsifal, che in passato ha ospitato anche i Litfiba. E’ proprio Piero Pelù, ombrello in mano, a dare la notizia: “Lo studio è completamente inondato, per fortuna nessuno pare che si sia fatto male”. I danni a scantinati e garage hanno interessato anche altre aree di Sesto, dove ha continuato a piovere tutto il pomeriggio, ma per la conta è ancora troppo presto. Alcune persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni, una decina quelle che hanno richiesto il sostegno del Comune e passeranno la notte in una stanza di albergo.
Sempre nella piana fiorentina il maltempo ha spinto Andrea Tagliaferri, sindaco di Campi Bisenzio, ancora alle prese con i danni provocati dal drammatico alluvione del novembre 2023, a emanare un’ordinanza per chiudere tutte le attività produttive, negozi e aziende. Nel comune campigiano la situazione peggiore si è registrata nella zona di San Donnino, dove, a causa della piena del fosso Macinante, in alcune vie sono stati evacuati piani terra, seminterrati e garage.
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Fonte Ansa.it