
Torna sull’Isola di San Giorgio
Maggiore a Venezia l’arazzo quattrocentesco della Collezione
Cini ‘L’entrata in Palestina dell’esercito di Vespasiano’,
oggetto nel 2022 della prima acquisizione digitale in 3D e ad
alta risoluzione mai realizzata su un’opera tessile di tale
rilevanza.
L’intervento, presentato stamani, ha permesso di documentare
in modo dettagliato lo stato conservativo, supportando l’intero
processo di restauro realizzato da Open Care – Servizi per
l’Arte di Milano.
Di manifattura franco-fiamminga, realizzato in una trama di
lana e seta, su un modello del maestro di Coëtivy, è databile
tra il 1470 e il 1480: si tratta di un grande arazzo dalle
dimensioni di 4,30 per 3,98 metri. È pervenuto da Roma nel 1967,
insieme ad altri due importanti manufatti antichi, il
complementare ‘Assedio di Gerusalemme’ e una ‘Scena storica o
biblica’, come dono del diplomatico Leonardo Vitetti a Vittorio
Cini.
La scena rappresentata non è completa: è la metà destra di un
grande manufatto la cui parte sinistra è formata dal frammento
recante ‘Nerone che invia Vespasiano e Tito in Palestina’
conservato presso il Musée des Arts Décoratifs di Lione.
L’arazzo, al termine delle opere di restauro, è stato esposto
a Roma nel corso della mostra conclusiva di Restituzioni 2025,
programma di Intesa Sanpaolo dedicato alla salvaguardia e alla
valorizzazione del patrimonio artistico italiano, realizzato in
collaborazione con il ministero della Cultura.
La complessa operazione digitale “permette di osservare la
superficie dell’arazzo da una nuova prospettiva, svelando
aspetti sconosciuti o difficilmente comparabili, riguardo sia la
struttura tessile che il colore – ha commentato Renata Codello,
segretaria generale della Fondazione Cini -. Ad esempio,
esplorando e ingrandendo il retro dell’arazzo è possibile
sciogliere alcuni dei dubbi che gli studiosi si sono posti in
passato relativamente ad alcune integrazioni realizzate nel
corso di precedenti interventi di consolidamento”, ha concluso.
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Fonte Ansa.it