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Recuperata statua lignea del XIV sec. dai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio

I carabinieri del Nucleo per la
Tutela del Patrimonio Culturale di Venezia, in collaborazione
con i colleghi del Nucleo di Monza e con il coordinamento della
Procura della Repubblica di Bergamo, hanno recuperato a Zogno
(Bergamo) una pregiata statua lignea raffigurante ‘Madonna con
Bambino’ del XIV secolo.
    La statua era stata rubata a Monselice (Pd) il 10 marzo 1977 dal
Castello Cini, ora denominato “Castello di Monselice”.
    All’epoca, le fotografie della scultura furono inserite dai
Carabinieri Tpc nella ‘Banca Dati dei Beni Culturali
illecitamente sottratti’, un archivio informatizzato che
conserva quasi otto milioni di manufatti censiti di cui circa un
milione ancora da ricercare. Lo sviluppo della tecnologia
informatica e dell’Ia hanno consentito di migliorare la
componente preventiva, attraverso la condivisione e l’impiego di
contenuti open source fruibili a tutti. Nel contempo, sono stati
affinati gli strumenti investigativi all’avanguardia, l’ultima
frontiera nel contrasto al traffico illecito di beni culturali,
che vede ormai la rete internet al centro di fenomeni criminali
di varia natura, caratterizzati da accentuate dinamiche
delinquenziali su scala internazionale.
    L’opera recuperata è una scultura lignea a “tutto tondo”,
poggiata su basamento costituito dal medesimo materiale di forma
ottagonale, di scuola senese risalente al XIV sec. con
un’altezza di cm. 121. Riconducibile alla produzione delle
botteghe pisano-lucchesi affini all’autore senese Francesco di
Valdambrino (Siena 1375-1435), del quale assume le finezze
stilistiche di produzione testimoniate dalle policromie e dai
dettagli di lavorazione, la scultura si qualifica come manufatto
di peculiare rilevanza sotto l’aspetto artistico e devozionale.
    L’attività di controllo e monitoraggio del web, ha permesso di
individuare una pubblicazione scientifica che descriveva
l’oggetto artistico. I successivi accertamenti svolti dai
Carabinieri Tpc hanno permesso di riscontrare la sua
collocazione nella provincia di Bergamo. Gli accertamenti
effettuati anche grazie al supporto scientifico del personale
della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di
Brescia e dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Bergamo,
hanno consentito di verificare la corrispondenza e identità tra
la statua sequestrata e quella rubata che è stat così restituita
alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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