
A quasi un anno dalla morte di Nora
Jiassi, la 15enne italo-tunisina trovata senza vita la mattina
del 27 gennaio 2025 in un appartamento di un alloggio popolare
abbandonato a San Bonifacio (Verona) oggi al Tribunale di Verona
si è tenuta l’udienza preliminare per i cinque indagati, a vario
titolo, per la morte della ragazza.
Due di loro risultano al momento non reperibili ed è previsto
un aggiornamento tra qualche mese per poterli rintracciare. Gli
altri tre invece hanno deciso per il rito abbreviato che
permetterà loro, in caso di condanna, di beneficiare della
riduzione di un terzo della pena.
L’autopsia aveva stabilito che la 15enne era morta per una
crisi respiratoria causata da una polmonite acuta e aggravata
dall’uso di droghe. Il compagno, un cittadino marocchino 35enne
che in quel momento sarebbe stato al suo fianco, è accusato di
omicidio colposo, violenza privata e spaccio – avrebbe ceduto
droga alla ragazza – e si trova in carcere, così come un altro
imputato, un 31enne italiano, accusato di avere venduto alla
ragazza sostanze che hanno concorso a provocare il suo decesso
per l’infezione polmonare. Tra gli imputati anche una donna,
accusata di violenza privata e favoreggiamento.
Davanti al gup Paola Vacca oggi si sono costituti parte
civile il papà e la mamma di Nora, mentre è stata respinta la
richiesta di un’associazione romana che si occupa di
femminicidi. La prossima udienza è stata fissata per il 13
maggio.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it