
Cento persone a Venezia, e oltre
1.500 in Italia, rischiano il posto. I precari della giustizia
lanciano l’allarme per le “condizioni di emergenza permanente” e
la scadenza Pnrr del 30 giugno, che rischia di intasare le aule
di tribunale per mancanza di personale amministrativo. Questa
mattina, davanti la Cittadella della Giustizia di piazzale Roma
a Venezia, si è svolto il sit-in della Fp Cgil con bandiere e
striscioni.
“A Venezia la carenza di cancellieri sfiora il 70% – ha
sottolineato Felicia Russo, coordinatrice del sindacato -,
quella degli assistenti giudiziari il 50%, e ogni anno vanno in
pensione circa mille operatori”. Altre figure, assunte nel 2022
per velocizzare i processi e abbattere gli arretrati, dal 1
luglio resterebbero a casa.
Come è stato spiegato alla manifestazione, il ministero ha
stanziato risorse per la stabilizzazione di circa 9mila precari
che hanno sostenuto un concorso, senza per ora l’assegnazione
del distretto in graduatoria. Rimarrebbero “fuori” 1.500
funzionari. “Chiediamo che vengano confermati i numeri in
organico – continua Russo -, il magistrato non può reggere da
solo i ritmi di lavoro”. Tra le richieste del sindacato: la
stabilizzazione immediata di tutto il personale precario Pnrr
della Giustizia; un piano straordinario di assunzioni per
coprire le scoperture di organico; lo scorrimento di tutte le
graduatorie disponibili; investimenti strutturali sul personale
amministrativo degli Uffici Giudiziari.
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Fonte Ansa.it