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Dardust, le sue note per passaggio bandiera a Milano-Cortina

(ANSA) – ROMA, 21 FEB – Esce venerdì 25 febbraio per Sony
Music Masterworks e Artist First il nuovo Ep di Dardust, ‘#002
Olympics’, nuovo tassello del suo prossimo album attraverso due
brani: ‘Forget to be’, che rappresenta l’emisfero elettronico
dell’artista, e ‘Inno (Prologo)’, in piano solo, che è parte
della dimensione acustica del suo percorso. I due brani hanno
scandito il Flag Handover, il passaggio della bandiera, nella
cerimonia di chiusura dei Giochi di Pechino 2022. L’Italia, che
ospiterà le prossime Olimpiadi Invernali (Milano Cortina 2026),
si è presentata con uno show ideato da Balich Wonder Studio, di
cui Dardust ha composto la colonna sonora. “Il concept della Dualità che le due città come Milano e
Cortina portano con sé era perfetto per la ricerca sonora
percorsa nel nuovo album”, dice Dardust. “Da una parte la città
che si spinge verso il Futuro con nuove geometrie, traiettorie e
prospettive, perfettamente rappresentata dall’elettronica, e
dall’altra parte l’organicità della natura, nella sua bellezza
fluida che viene dal passato, rappresentata dalla morbidezza del
pianoforte. Ho cercato di esprimere l’incontro di queste due
anime, il contrasto, la lotta e infine la conquista di un nuovo
equilibrio”.
    ‘#002 Olympics’ segue la pubblicazione dell’Ep ‘#001
Coordinate’, che contiene ‘Parallel 43’ e ‘Dono per un addio’.
    L’artista descrive così ‘Forget to be’: “In un fluido le
particelle non hanno posizioni reciproche fisse e si muovono più
o meno liberamente le une rispetto alle altre. Forget To Be
nasce da questa idea: le note dell’oscillatore si muovono come
in un continuo mutamento di stati quantici, posizioni e
direzioni. Non esistono più note solo bianche o solo nere:
perché nasca la musica, i tasti si devono sporcare al contatto
di infinite mani. Dirt and clean, forget to be”. ‘Inno
(Prologo)’ “è nata da qualcosa di fluido, come la bellezza, la
doppiezza di prosa e poesia, la solitudine dell’esistenza e la
ricerca dell’identità in cui il pianoforte è l’unico compagno di
viaggio che non giudica ma ascolta e si fa ascoltare”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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