
(ANSA) – VENEZIA, 07 AGO – Nel mondo del lavoro, il Covid ha
colpito soprattutto i lavoratori autonomi. Tra febbraio 2020,
mese che precede l’avvento della crisi pandemica, e giugno di
quest’anno, l’Italia ha perso 470mila occupati. Di questi,
378mila (pari a oltre l’80% del totale) sono lavoratori
indipendenti. A sottolinearlo è l’Ufficio studi della Cgia.
In questi 16 mesi il numero totale delle partite Iva presenti
in Italia è diminuito mediamente di 776 unità al giorno. Ad aver
subito gli effetti più negativi dalla crisi innescata dalla
pandemia sono stati prevalentemente i piccoli commercianti, gli
esercenti, i collaboratori e tantissimi liberi professionisti.
Tra i lavoratori dipendenti, invece, il numero complessivo degli
occupati è sceso di 92mila unità.
“Se otto persone su dieci che hanno perso il lavoro in questo
periodo storico appartengono al cosiddetto ‘popolo delle partite
Iva’, non si capisce come mai, – osservano gli Artigiani di
Mestre -, non sia ancora emersa una particolare attenzione in
grado di coinvolgere l’opinione pubblica e la politica su questo
dramma sociale ed economico”.
“Se le crisi aziendali della Gkn, di Whirpool, della Logista
Italia, della Gianetti Ruote, sono state giustamente poste
all’attenzione dell’opinione pubblica da parte dei media, poco
interesse o quasi nessuna attenzione, invece -, accusa la Cgia
-, hanno provocato le centinaia di migliaia di piccolissime
attività che, nel silenzio più totale, hanno chiuso
definitivamente la saracinesca. Drammi che nessuno ha potuto
raccontare, vite lavorative spezzate che, pare, non abbiano
alcuna dignità, nemmeno quella di essere raccontata”.
“La speranza – conclude la Cgia di Mestre – è che questi dati
inducano sia il Premier Draghi che i governatori ad aprire un
tavolo di crisi permanente a livello nazionale e regionale,
altrimenti il mondo del lavoro autonomo rischia di uscire da
questa crisi fortemente ridimensionato”. (ANSA).
Fonte Ansa.it