
L’ingegner Luca Bonadonna, di 52
anni, originario di Rosta (Torino), da alcuni mesi direttore
della struttura complessa ‘Tecnico’ dall’Usl della Valle
d’Aosta, è stato condannato in primo grado in Piemonte a due
anni e nove mesi per fatti risalenti al periodo in cui era
dipendente dell’Asl To3. Era accusato di falso e turbativa
d’asta.
Secondo la ricostruzione operata dal pm di Torino Francesco
Saverio Pelosi, Bonadonna aveva preparato l’offerta –
naturalmente senza figurare – per una commessa relativa
all’impianto elettrico del Consiglio regionale del Piemonte:
quando la ‘stazione appaltante’ convocò un incontro con i
rappresentanti dell’azienda, si presentò, essendo l’unico in
grado di illustrare contenuti della proposta, fornendo però un
nome diverso. Al termine del processo di primo grado davanti al
giudice monocratico – la sentenza è arrivata nei giorni scorsi –
è stato condannato anche il titolare dell’impresa.
La procura contestava ai due imputati anche una turbativa
d’asta legata all’assegnazione, nel 2019, dell’appalto per la
manutenzione dei servizi antincendio negli edifici della Regione
Valle d’Aosta.
“Secondo noi – commenta l’avvocato Roberto Calvo, che ha
assistito Bonadonna nel processo – non ci sono i requisiti della
turbativa d’asta. Per esempio perché quando il mio assistito era
intervenuto in un paio di incontri, l’ente che aveva organizzato
l’asta aveva già scelto. Era intervenuto solo quando si trattava
di chiedere spiegazioni. In secondo luogo, la giurisprudenza di
legittimità dice che l’intervento di una persona che potrebbe
intervenire non determina la nullità del procedimento”. Le
motivazioni della sentenza sono attese alla fine del prossimo
febbraio e solo allora la difesa dell’ingegnere potrà proporre
appello.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it