
Sono due le ‘Bandiere verdi’
assegnate nel 2026 alla Valle d’Aosta da Legambiente. Tra le
iniziative che si sono distinte nella cura dei beni comuni,
nella rigenerazione dei territori, per le economie locali,
turismo dolce, territorio, studio e conoscenza, l’associazione
ha premiato quest’anno il Comitato Dora Baltea Viva che “tutela
il fiume come bene comune attraverso processi partecipativi”.
Inoltre, nell’anno internazionale dei pascoli e dei pastori
proclamato dall’Onu, ottiene il riconoscimento anche la
cooperativa femminile artigianale Les Tisserands, di
Valgrisenche, che da oltre 55 anni è impegnata nella tessitura
del Drap, “valorizzando la lana locale, ossia quella della
pecora Rosset, razza autoctonia valdostana, la cui salvaguardia
è sostenuta in collaborazione con allevatori locali, rafforzando
tradizione, innovazione e sostenibilità”. Alla Valle d’Aosta non
è stata assegnata nessuna bandiera nera.
Nella selezione dei 19 vessili sull’intero arco alpino, sono
cinque le categorie scelte quest’anno da Legambiente: “Comunità
e rigenerazione dei territori” e “Conoscenza e ricerca” sono le
due categorie con più bandiere verdi premiate, ben sei a testa,
seguite da quelle su “Cura dell’acqua e degli ecosistemi” ed “Economie e filiere locali”, con cinque bandiere verdi a testa,
e “turismo e abitare” con quattro.
“Le Bandiere Verdi e Nere 2026 raccontano una montagna
attraversata da due visioni opposte di sviluppo – dichiara Vanda
Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente. Da una parte ci sono
comunità che costruiscono valore territoriale attraverso cura
dei luoghi, economie locali, relazioni sociali, tutela degli
ecosistemi e nuove forme di abitare. Dall’altra persistono
modelli intensivi fondati su grandi opere, consumo di suolo e
sfruttamento delle risorse”.
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Fonte Ansa.it