
“Io sono un amante delle regioni a
statuto speciale” e “devo fare non una considerazione
soggettiva, ma una considerazione oggettiva: io in questi tre
anni ho portato all’approvazione di 15 norme di attuazione con
altrettanti 15 decreti legislativi portati in Consiglio dei
ministri. Di questi 15, otto sono del Trentino-Alto Adige,
quattro sono del Friuli, tre della Sicilia, brillano per due
zero Sardegna e Val d’Aosta”. Così il ministro per gli Affari
regionali e le autonomie, Roberto Calderoli, ad Aosta durante un
evento elettorale della Lega in vista delle regionali di
domenica prossima.
“Quello che forse non si riesce a capire che uno non può
pensare di fare è di vivere in un’isola”, perché “il giapponese
va bene stia nell’isola, bisogna” però “fare anche banzai. E io
di banzai in giro francamente ne ho visti pochi. Devo
riconoscere alla senatrice Spelgatti” che “ha capito che se si
vuole portare a casa qualcosa con lo Stato centrale devi
confrontarti e scontrarti, battersi, perché sulla legge sulla
montagna si è battuta come una leonessa”. Invece “gli altri
vanno un po’ a rimorchio con la Svp che invece è giù come un
martello. Cioè io ho tutte le settimane addosso, o Fugatti o
Kompatscher piuttosto che Fedriga eccetera. Gli altri un po’
latitano”.
Inoltre “io ho fatto due anni che avevo su una spalla
Kompatscher e dall’altra Fugatti e per mano avevo Fedriga a
chiedermi che voleva la riforma del loro statuto. Ho incontrato
una volta quelli della Val d’Aosta, però li ho visti molto
tiepidi in questa richiesta. Per me l’autonomia è l’essenza
della libertà, dell’identità, dell’essere padroni a casa
propria. A me sembra che qualche volta, invece, l’autonomia
venga interpretata come la gestione del potere a tutti i costi”.
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Fonte Ansa.it