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‘Buco di bilancio per l’intramoenia’, 25 inviti a dedurre

Il comando territoriale della Guardia di finanza di Aosta ha notificato 25 inviti a dedurre, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla procura regionale della Corte dei conti, a medici e manager – attuali e passati – dell’Usl della Valle d’Aosta. L’oggetto della contestazione è il mancato adeguamento delle tariffe per l’Attività libero professionale intramuraria (Alpi): secondo le fiamme gialle e la procura contabile per gli anni 2019, 2020 e 2021 si è determinato un disavanzo nella apposita contabilità separata di 1 milione 413 mila 199,31, a fronte di un obbligo legislativo di divieto di disavanzo. Un presunto danno erariale che si sarebbe riversato definitivamente prima nei bilanci aziendali, approvati dalla giunta regionale, e poi in quello della stessa Regione Valle d’Aosta.
    Gli inviti a dedurre firmati dal procuratore regionale Quirino Lorelli sono stati notificati, tra gli altri, all’attuale direttore generale dell’Usl Massimo Uberti, all’ex assessore regionale alla Sanità Roberto Barmasse, nella qualità di componente del nucleo di monitoraggio Alpi per il 2019 e 2020, all’ex direttore amministrativo dell’Usl Marco Ottonello, all’ex consigliere regionale Flavio Peinetti nella qualità di componente del nucleo di monitoraggio Alpi per gli anni 2019, 2020, 2021, all’ex commissario e direttore generale dell’Usl Angelo Pescarmona.
    Il presunto danno erariale è ripartito a seconda degli incarichi – 40% per direttore generali e commissari, 15% ciascuno per direttori amministrativi, dirigente della struttura complessa ‘Programmazione, Bilancio e controllo di gestione’, componenti del collegio sindacale, componenti del nucleo interno di vigilanza – e della durata. Le 25 persone hanno 45 giorni per depositare le proprie deduzioni ed eventuali documenti che riterranno di far valere a propria difesa. In base alle indagini delle fiamme gialle, a fronte dell’obbligo giuridico di tenere una contabilità Alpi separata in equilibrio, in cui i costi non fossero mai superiori ai ricavi, il management dell’Usl (direttore generale e direttore amministrativo), ha approvato e riversato sul bilancio aziendale prima e su quello regionale poi, una contabilità nella quale le tariffe Alpi sono rimaste per diversi anni ferme e non adeguate all’andamento incrementale dei costi delle prestazioni.Un mancato adeguamento che – secondo gli inquirenti – è stato avallato dal comportamento inerte del collegio sindacale dell’Usl, del direttore della struttura complessa aziendale ‘Programmazione, Bilancio e controllo di gestione’. Allo stesso modo avrebbero omesso e trascurato i propri doveri di impulso e controllo riguardo alle revisione delle tariffe i componenti dell’apposito nucleo di monitoraggio dell’Usl, previsto dal regolamento Alpi approvato dall’azienda.
   

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Fonte Ansa.it

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