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Zes ed opportunità di sviluppo economico, incontro Anci a Marsciano

Un confronto tra i
Comuni e la Regione Umbria sui benefici e sulle opportunità di
sviluppo che la Zes (Zona economica speciale) può dare al
territorio regionale. Di questo si è parlato nel corso
dell’incontro “Zes e i Comuni umbri: accelerare lo sviluppo
locale”, promosso da Anci Umbria in collaborazione con il Comune
di Marsciano, che si è tenuto in Comune a Marsciano.
    L’appuntamento era rivolto anche agli operatori economici
interessati a investire nei territori umbri. Un’attenzione
specifica è stata dedicata al ruolo dei Comuni come “facilitatori” dei processi di investimento: sportelli unici,
semplificazione amministrativa, accompagnamento alle imprese e
capacità di fare rete con Regione e altri enti saranno al centro
del confronto.
    L’iniziativa – riferisce l’Anci – si è aperta con i saluti
istituzionali di Michele Moretti, sindaco di Marsciano, e di
Federico Gori, presidente di Anci Umbria. Successivamente sono
intervenuti Antonino Ruggiano, coordinatore della Consulta
sviluppo economico di Anci Umbria e sindaco di Todi, ed Adriano
Bei, direttore allo sviluppo economico della Regione Umbria.
    “Questa riforma – ha detto Ruggiano – interessa metà del
territorio regionale con degli incentivi importanti per quanto
riguarda la semplificazione burocratica e gli investimenti, più
una serie di altre possibilità sulle assunzioni ed altro. Uno
snellimento delle procedure che favorirà, si spera, investimenti
e lo sviluppo economico e produttivo. Noi ci chiediamo come mai
metà della regione è fuori da questo intervento, capiamo i
limiti imposti dall’Europa ma auspicheremo che tutti possano
avere le stesse condizioni e possibilità. Si parla di troppe
regole amministrative ma con la Zes vengono snellite. Se la Zes
funziona, se snellire la burocrazia funziona perché non rendiamo
tutta l’Europa una Zes? Basta con le regole che non servono a
nulla, con gli adempimenti burocratici, basta con la difficoltà
del credito. L’Europa dovrebbe tornare a volare e questo è
l’impegno che i Comuni ci dovremmo prendere ogni giorno per dare
risposte alle nostre imprese”.
    Bei, invece, ha illustrato i benefici della Zes come il
credito di imposta sugli investimenti, i bonus assunzionali del
personale e l’accellerazione delle pratiche amministrative che
in 60 giorni vengono concluse. Sommando tutti i benefici ci sono
delle opportunità importantissime per la nostra regione. “I dati
che vengono restituiti sulla finestra di due mesi del 2025 – ha
affermato il dirigente – parlano chiaro e dimostrano il successo
di questa iniziativa ed opportunità. Per il territorio umbro
sono state presentate 92 domande che attivano circa 60 milioni
di euro per circa 15 milioni di euro per crediti d’imposta
approvati”.
    Le conclusioni sono state affidate a Francesco De Rebotti,
assessore regionale allo sviluppo economico, che ha annunciato
di voler organizzare un grande appuntamento in Umbria per
promuovere tutta la regione. Si tratterebbe di una tre giorni di
mini expo che coinvolgerebbe tutto il patrimonio che si può
valorizzare. Ha annunciato, inoltre, che saranno messe in campo
diverse azioni anche per riprogrammare le risorse.
    “È stato un incontro importante tra Anci e la Regione Umbria
– ha commentato Federico Gori a margine dell’iniziativa – che ha
messo al centro il tema dello sviluppo locale, che passa anche
attraverso la Zes e tutto ciò che comporta per i territori che
ne fanno parte. Durante l’iniziativa è emersa con forza anche la
necessità di omogeneizzare lo sviluppo regionale complessivo,
guardando oltre i confini amministrativi e traguardando ai
confini regionali stessi. Troppo spesso, infatti, algoritmi e
parametri finiscono per contrapporre i territori invece di
aiutarli a costruire percorsi condivisi di crescita. Partendo da
queste considerazioni, l’iniziativa è stata anche l’occasione
per avere una visione d’insieme e per interloquire con la
Regione Umbria affinché il territorio regionale, ma anche quello
interregionale, possa avere lo stesso orizzonte di sviluppo, con
opportunità concrete sia per le imprese sia per i Comuni,
chiamati ad essere interpreti di questo cambiamento. Una visione
condivisa che metta al centro lo sviluppo economico locale,
perché è proprio attraverso di esso che passa inevitabilmente la
crescita e il rafforzamento dei territori e delle comunità che
li abitano”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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