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Usl 1, il piano sociosanitario percorso aperto per rafforzare la qualità dei servizi

“In merito alle dichiarazioni
rilasciate dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia Matteo
Giambartolomei e dalla consigliera comunale di Perugia Elena
Fruganti sul piano di azione regionale per la salute mentale
(Parsm), l’Usl Umbria 1 ritiene necessario riportare il
dibattito nel merito del percorso avviato dalla Regione Umbria”.
    E’ quanto si legge in un comunicato dell’azienda sanitaria.
    “Per la prima volta dopo molti anni – è detto nella nota – la
Regione ha avviato una revisione organica della programmazione
sociosanitaria, affrontando in modo strutturale il tema della
salute mentale e della sua organizzazione. Non un intervento
limitato a singoli aspetti, ma una riflessione complessiva sul
funzionamento dei servizi, sulla qualità dei percorsi di cura,
sull’adeguatezza delle strutture e sui bisogni delle persone. È
un cambio di metodo e di visione. Il piano nasce infatti da un
lungo percorso di confronto che ha coinvolto professionisti,
operatori e responsabili dei servizi, compresi quelli dell’Usl
Umbria 1. Un lavoro che, finalmente, ha dato voce a chi ogni
giorno opera sul campo, consentendo di far emergere con
chiarezza criticità che da tempo erano note agli addetti ai
lavori ma che non avevano mai trovato uno spazio così ampio
all’interno della programmazione regionale. Proprio questo
confronto ha evidenziato la necessità di rafforzare
l’integrazione tra servizi oggi spesso frammentati e distribuiti
in sedi diverse, di costruire percorsi assistenziali più
continui e coordinati e di intervenire sulla qualità strutturale
e organizzativa di alcune sedi, molte delle quali rispondono a
modelli organizzativi ormai superati e necessitano di essere
ripensate per offrire ambienti più funzionali, dignitosi e
adeguati ai bisogni delle persone e degli operatori”.
    “La preadozione del piano – prosegue la Usl Umbria 1 –
rappresenta esattamente questa fase di lavoro: non una decisione
definitiva, ma uno strumento aperto al confronto. Le ipotesi
organizzative contenute nel documento, compresa quella relativa
alla rete dei Centri di Salute Mentale dell’area perugina, sono
parte di una proposta progettuale che potrà essere ulteriormente
discussa, integrata e modificata alla luce dei contributi che
emergeranno nel percorso partecipativo. Ridurre il dibattito al
solo numero delle sedi rischia di distogliere l’attenzione dalla
vera sfida che il piano affronta: costruire un sistema di salute
mentale più moderno, più integrato, più efficiente e più vicino
ai bisogni dei cittadini. La qualità dell’assistenza non si
misura esclusivamente dal numero degli edifici, ma dalla
capacità della rete di garantire continuità della presa in
carico, multidisciplinarietà, accessibilità e ambienti
adeguati”.
    “Il confronto aperto con la preadozione rappresenta quindi
un’opportunità concreta per migliorare ulteriormente il piano,
valorizzando il contributo dei professionisti che hanno
partecipato alla sua costruzione e di tutti coloro che vorranno
offrire osservazioni. L’obiettivo comune resta quello di
consegnare all’Umbria un sistema di salute mentale più forte,
più moderno e realmente capace di rispondere ai bisogni delle
persone, superando criticità che per troppo tempo sono rimaste
irrisolte”, conclude il comunicato.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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