
“C’è qualcosa di surreale nelle
recenti uscite di FI Giovani Umbria sull’abbonamento scolastico
al trasporto pubblico ‘Umbria Vai’. Da giorni ripetono la
medesima litania contro il limite Isee fissato a 30.000 euro,
nascondendosi dietro una presunta tutela del ceto medio e
fingendo di ignorare la realtà. Questa soglia permette proprio a
una parte delle famiglie del ceto medio, storicamente escluse da
ogni agevolazione, di acquistare un abbonamento a 70 euro che
altrimenti non avrebbero mai potuto permettersi. Dimenticano
inoltre che una misura finanziata dal Fondo Sociale Europeo,
pensata per sostenere chi ha maggiori difficoltà economiche, non
può essere indistintamente rivolta a tutti, ma deve
necessariamente individuare una platea di beneficiari”. E’
quanto osserva – in una sua nota – l’Unione Giovani di sinistra
Umbria.
“L’estensione della misura, approvata ieri dalla Giunta
regionale su proposta dell’assessore Barcaioli – prosegue la
nota – include ora anche le studentesse e gli studenti residenti
in Umbria che frequentano le scuole superiori nelle regioni
confinanti. Informare i cittadini di un diritto ampliato non
costituisce un’esultanza fuori luogo, bensì un dovere
d’informazione. Se un’amministrazione riesce ad allargare la
platea dei beneficiari, comunicarlo a chi riceve l’aiuto
finanziario è il compito primario della politica”.
“La memoria della destra – aggiunge l’Unione Giovani di
sinistra Umbria – appare peraltro singolarmente corta. Quando
governava la Regione Umbria, l’ex assessora Paola Agabiti
erogava le borse di studio con un tetto Isee inferiore a 25.000
euro. Nelle vicine Marche, regione guidata dalla destra, lo
sconto sui bus scolastici si ferma al 50% dell’abbonamento a chi
presenta un Isee inferiore a 13.000 euro. L’Umbria oggi
garantisce l’accesso a 30.000 euro, tutelando una fascia sociale
ben più ampia.
Se FI Giovani pretende la gratuità dell’abbonamento per la
totalità degli studenti, solleciti il Governo nazionale e il
ministro Salvini. Verificheremo nei prossimi mesi se la gratuità
del trasporto studentesco annunciata dal ministro al convegno di
Rimini diventerà norma oppure se farà la fine del taglio delle
accise sulla benzina e della cancellazione della legge Fornero.
Se non intendono chiedere nulla al loro Governo, il loro
disco rotto continuerà a produrre soltanto rumore, mentre ‘Umbria Vai’ continuerà a produrre abbonamenti, risparmi per le
famiglie e nuove possibilità per gli studenti”.
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Fonte Ansa.it