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Spi-Cgil, no alla “chiusura” dell’ospedale di Assisi

(ANSA) – PERUGIA, 08 GEN – “La decisione di interrompere (per
almeno un mese, si dice) l’attività chirurgica all’ospedale di
Assisi è assurda, grave e inaccettabile”. E’ quanto affermano
Mario Bravi, segretario generale Spi Cgil Perugia, e Maurizio
Ceccarani, segretario Lega Spi Cgil Assisi-Bastia. “L’assenza di
personale, che viene addotta come motivazione, non giustifica
tale impostazione e semmai – osservano – conferma
l’inadeguatezza delle politiche messe in atto dalla giunta
regionale.
    La realtà amara è che nella nostra regione manca una politica
sanitaria all’altezza della situazione e quando una politica c’è
è tutta impostata sullo smantellamento del servizio sanitario
pubblico e sulla privatizzazione, come dimostrano le linee guida
del nuovo Piano sanitario regionale.
    Tale impostazione però si scarica sui cittadini (come dimostra
anche l’annosa questione delle liste d’attesa), a partire dai
pensionati e dagli anziani, che esprimono più bisogni e piu’
fragilità”.
    “L’ospedale di Assisi – sottolineano Bravi e Ceccarani – è
strategico non solo per le 60 mila persone, che abitano nel
territorio circostante, ma anche per quello che la città di S.
    Francesco esprime da un punto di vista turistico e non solo.
    Noi ci opponiamo alla scelta di chiudere l’ospedale di Assisi e
lo Spi Cgil proporra’ da subito, di costruire una immediata
mobilitazione unitaria e popolare per tutelare un presidio così
importante per la difesa della salute dei cittadini”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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