
In una cattedrale gremita di
fedeli è stata celebrata domenica 15 febbraio la festa diocesana
di San Valentino, con il solenne pontificale presieduto dal
vescovo Francesco Antonio Soddu, concelebrato da monsignor
Salvatore Ferdinandi, vicario generale della diocesi, da padre
Josline Peediakkel, parroco di San Valentino, dai i vicari
foranei ed episcopali, il clero diocesano.
Alla celebrazione hanno partecipato – riferisce la diocesi –
anche il prefetto di Terni Antonietta Orlando, la presidente
della Regione Umbria Stefania Proietti, Francesco Maria Ferranti
vicepresidente della Provincia di Terni, il Procuratore della
Repubblica di Terni Antonio Laronga.
“San Valentino si presenta a noi – ha detto, fra l’altro, il
vescovo nell’omelia – come esempio fulgido da seguire sulla via
della umanità e della santità”.
“In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la
fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a inculcare il
male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima
cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose
risolutamente, testimoniando una ovvietà che anche oggi
necessita d’esser presa in seria considerazione: se a una
persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del
veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire.
Soprattutto per i ragazzi e giovani – ha aggiunto il vescovo –
Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo
tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione
intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla
via del bene. Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi!
Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle
famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di
svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale
della persona”.
Durante il pontificale è stata accesa la lampada votiva e
pronunciato l’atto di affidamento della città al Santo Patrono
da parte della presidente del Consiglio comunale Sara
Francescangeli, segno di devozione e della disponibilità degli
amministratori pubblici ad essere attenti ai bisogni della
comunità e a promuovere con onestà e saggezza ciò che giova al
bene comune. Le parrocchie della città di Terni hanno offerto il
cero al Santo Patrono.
Terminato il pontificale, la processione cittadina ha
accompagnato l’urna del santo per il rientro nella basilica di
San Valentino, lungo le vie della città, passando davanti al
palazzo comunale, la chiesa del Sacro Cuore a città Giardino e
quella di Santa Maria del Carmelo, fino al colle dove si trova
la chiesa che custodisce le reliquie e la memoria del Santo.
La processione è stata accompagnata dai gonfaloni del Comune,
Regione e Provincia e da quelli delle confraternite, insieme ai
rappresentanti di movimenti e associazioni diocesane, dalle
istituzioni civili e militari presenti alla celebrazione del
pontificale, dai figuranti in abiti storici del 1600 e dai
tamburini e musici del terziere di Mezule di Narni. Sul sagrato
c’è stata la preghiera del presidente dell’Azione Cattolica
diocesana Rita Pileri: “Vorremmo chiederti aiuto per essere
adulti capaci di testimoniare che una vita ispirata al Vangelo è
una vita bella e possibile. Vorremmo invocarti perché il tuo
esempio sia sprone per le giovani e i giovani ad essere
coraggiosi, a vivere pienamente la loro vita, anche quando è
difficile, anche quando tutto nel mondo sembra gridare il
contrario.
Ricorda loro che la vita si può spendere per gli altri; che la
vita si può donare per rendere questo mondo più giusto; che la
pace è possibile, perché l’umanità non è solo disumana; che la
compassione e la fratellanza non sono parole dimenticate, ma
atteggiamenti ai quali ci si può educare; che la diffidenza si
supera con il dialogo e la conoscenza reciproca”.
La benedizione del vescovo Soddu ha concluso la liturgia.
L’urna è stata quindi riposta all’interno della basilica alla
venerazione dei fedeli.
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Fonte Ansa.it