
Si chiama “Hantoa Fraternity Hub”
il progetto vincitore dell’edizione 2026 del Premio
internazionale Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia
della fraternità, assegnato oggi nella sala della Spogliazione,
nell’ambito del nono anniversario dell’istituzione dello stesso
Santuario della Spogliazione di Assisi.
Alla cerimonia era presente una rappresentanza delle donne
indigene della “Catholic Women Association” che si sono messe
insieme per rispondere a una delle sfide socio-economiche più
urgenti della loro comunità di Hantoa, una piccola città rurale
nell’isola e diocesi di Bougainville, Papua Nuova Guinea
dell’Oceano Pacifico.
Il progetto – al quale la commissione ha destinato una
dotazione finanziaria di 45mila euro – nasce dalla
considerazione che un numero significativo di donne giovani e
povere rimane inattivo e scartato a causa della mancanza di
lavoro strutturato a livello locale ed è stato pensato lavorando
insieme con la parrocchia di Hantoa, sotto la guida della
Congregazione della Santa Croce, e con la Municipalità locale.
La parrocchia si trova lungo una strada principale,
caratterizzata da un elevato volume di viaggiatori. I punti di
ristoro più vicini sono a 30 chilometri di distanza. Per questo
è stato ideato un “Hub di fraternità” con un ristorante che
offre bevande e prodotti locali; un laboratorio di sartoria, che
permette alle donne formate nel mestiere di confezionare e
vendere vestiti tradizionali; un orto, anch’esso gestito dalle
giovani, contribuendo così alla sicurezza del cibo offerto e
alla riduzione dei costi .
Settantotto i progetti ricevuti per questa edizione. La
commissione ha previsto anche altri due riconoscimenti. Uno da
10mila euro è andato un progetto che arriva dalla diocesi di
Rulenge-Ngara in Tanzania che, ispirandosi all’enciclica Laudato
Sì, vede impegnate 50 madri di età inferiore ai 20 anni che
riceveranno una formazione per la produzione di stufe e fornelli
a basso consumo energetico, la fabbricazione di bricchetti di
pula di riso utilizzando scarti agricoli e la produzione di
assorbenti igienici riutilizzabili con macchine da cucire
fornite con il progetto. Il secondo riconoscimento da 5mila euro
è andato a un progetto realizzato in Madagascar dal titolo “Made
Profumo di Speranza” che punta all’emancipazione economica e
sociale di giovani donne vulnerabili e single sotto i 35 anni
che, riunitesi di una cooperativa femminile, hanno creato e
alimentano un fondo di risparmio attraverso la produzione di
sapone artigianale riciclato dalla plastica, venduto poi al
mercato e online in un’economia circolare.
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Fonte Ansa.it