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Piccolotti, chi ha autorizzato la rimozione delle microspie al comune di Terni?

“Le microspie trovate nelle prese
elettriche di Palazzo Spada sollevano una domanda che il sindaco
Bandecchi non può eludere: se quei dispositivi risultassero
collegati a un’indagine della magistratura, chi ha autorizzato
la bonifica e la rimozione?”: a porre la questione è Elisabetta
Piccolotti, deputata di Alleanza verdi sinistra. “Un sindaco non
può disporre autonomamente interventi che rischiano di
interferire con un’eventuale attività investigativa, né
trasformare la scoperta in uno show mediatico e nell’ennesima
buffonata” sostiene.
    “Bandecchi deve chiarire – dice Piccolotti in una nota – se
la Procura sia stata avvisata prima o dopo l’intervento delle
società private incaricate dei controlli. Chi ha materialmente
rimosso i dispositivi, con quale incarico e quali competenze. E
soprattutto: quell’intervento può aver compromesso prove o
accertamenti in corso, magari proprio quelli che riguardano lo
stesso Bandecchi, già indagato dalla Procura di Terni per la
vicenda Orvietana Calcio e per i lavori sulla strada Bagnorese.
    Non bastano le battute rilasciate alla stampa. Bandecchi
riferisca subito, possibilmente in Consiglio comunale, e
chiarisca punto per punto se abbia agito nel pieno rispetto
dell’autorità giudiziaria, prima ancora che nel rispetto della
trasparenza istituzionale dovuta alla città.
    Colpisce, infine, il modo in cui il sindaco ha scelto di aprire
questo braccio di ferro con la Procura: non con la cautela che
la situazione avrebbe richiesto, ma con un misto di ironia e
sfottò che trasforma anche una vicenda potenzialmente seria in
un altro episodio del solito circo Bandecchi. Terni merita
istituzioni serie, non un sindaco che usa persino il sospetto di
intercettazioni per fare spettacolo”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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