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Per l’opposizione bene il turismo in Umbria ma no ai trionfalismi

“I dati diffusi sul turismo
rappresentano certamente una buona notizia per l’Umbria e per
tutto il sistema dell’accoglienza ed è un risultato che premia
gli imprenditori, gli operatori turistici, le strutture
ricettive e tutti coloro che, con professionalità e sacrificio,
lavorano ogni giorno per rendere la nostra regione sempre più
attrattiva. Proprio per questo, però, riteniamo che i numeri
debbano essere letti con serietà e senza inutili trionfalismi”:
lo dicono i consiglieri regionali di opposizione Paola Agabiti,
Eleonora Pace e Matteo Giambartolomei-Fratelli d’Italia, Enrico
Melasecche e Donatella Tesei-Lega Umbria, Nilo Arcudi-Tp-Uc,
Laura Pernazza e Andrea Romizi-Forza Italia.
    “L’incremento registrato nel primo semestre del 2026 –
affermano in una nota – è certamente un segnale positivo ma è
altrettanto evidente che il dato è stato fortemente influenzato
da un evento assolutamente straordinario come l’Ostensione del
corpo di San Francesco, che ha richiamato ad Assisi circa
400mila pellegrini e visitatori. Un appuntamento unico che ha
rappresentato una straordinaria occasione per l’Umbria, ma che
proprio per la sua eccezionalità non può essere assunto come
indice di una crescita strutturale del turismo regionale. È
sufficiente leggere con attenzione le statistiche ufficiali
della stessa Regione Umbria per comprendere come la situazione
sia più articolata”.
    “La crescita è trainata soprattutto dal turismo nazionale:
nel primo trimestre del 2026 gli arrivi degli italiani aumentano
del 31,1per cento e le presenze del 23,5per cento. Molto
diversa, invece, la situazione del mercato internazionale, che
continua a rappresentare la vera sfida per il turismo umbro: gli
arrivi degli stranieri crescono appena del 4,7 per cento, mentre
le presenze si fermano a un modesto +0,3per cento. Numeri che
dimostrano come manchi ancora una reale capacità di intercettare
e consolidare il turismo estero, quello che normalmente
garantisce permanenze più lunghe e una maggiore ricaduta
economica sui territori”, spiegano i consiglieri di opposizione.
    “C’è poi un altro dato che dovrebbe invitare tutti alla
prudenza – si legge ancora nella nota -, la permanenza media dei
visitatori scende da 2,6 a 2,4 giorni, con una diminuzione del
6,4 per cento. Significa che aumentano gli arrivi, ma diminuisce
il tempo trascorso in Umbria. È il segnale di un turismo ancora
fortemente concentrato sul ‘mordi e fuggi’, legato ai grandi
eventi e ai pellegrinaggi, mentre la vera sfida resta quella di
trasformare questi flussi in soggiorni più lunghi, diffusi e
capaci di coinvolgere l’intero territorio regionale”.
    “Per questo – continuano – sorprende che l’attuale
maggioranza tenti di intestarsi risultati che sono invece il
frutto di una programmazione costruita nella precedente
legislatura. Il turismo non produce effetti nel giro di pochi
mesi, ma attraverso investimenti, strategie e promozione che
richiedono anni per dare risultati. È durante il governo del
centrodestra che è stato costruito un vero piano industriale del
turismo umbro, rafforzando la promozione nazionale e
internazionale, sostenendo il sistema ricettivo, valorizzando il
turismo esperienziale, i borghi, il cicloturismo, il turismo
religioso e quello lento. È in quella stagione amministrativa
che l’Umbria è diventata regione capofila del progetto nazionale ‘Scopri l’Italia che non sapevi’, assumendo un ruolo guida nella
valorizzazione del turismo lento. Sempre allora sono nati
progetti come ‘Cammini Aperti’, oggi riferimento nazionale,
insieme alla valorizzazione dei cammini francescani e
benedettini, delle ciclovie e delle aree interne, con
l’obiettivo di destagionalizzare l’offerta turistica e
distribuire i flussi sull’intero territorio regionale. Anche la
grande esposizione mediatica che l’Umbria sta vivendo in questi
mesi merita una lettura corretta. Numerose produzioni e
trasmissioni del palinsesto Rai stanno raccontando la nostra
regione grazie alla straordinaria centralità di Assisi, del
Sacro Convento e della figura di San Francesco, in un anno reso
ancora più significativo dall’Ottavo Centenario francescano”.
    “Si tratta – secondo i consiglieri di opposizione – di una
straordinaria opportunità che il servizio pubblico sta offrendo
all’Umbria e che si inserisce anche nella particolare attenzione
che il Governo nazionale ha riservato alla nostra regione. Una
vetrina preziosa che deve diventare uno strumento di promozione
stabile e non essere impropriamente rivendicata come un
risultato esclusivo dell’attuale amministrazione regionale. Se
il quadro complessivo è positivo, non possono però essere
ignorate le criticità che rischiano di compromettere proprio il
comparto turistico. Pensiamo innanzitutto al lago Trasimeno, una
delle principali destinazioni dell’Umbria, dove la grave crisi
idrica ha già prodotto effetti pesanti sulla stagione estiva,
con la sospensione dei collegamenti di linea con l’Isola Polvese
e le difficoltà che stanno vivendo operatori economici e
strutture ricettive. Una situazione che richiede interventi
rapidi e una gestione molto più efficace. Altrettanto importante
è garantire collegamenti efficienti per chi sceglie l’Umbria
come meta di vacanza. La gestione dei servizi ferroviari, dei
cantieri e della mobilità turistica non può essere affrontata
con superficialità. Ritardi, soppressioni dei treni, disagi e
carenze organizzative incidono direttamente sull’immagine della
regione e sulla qualità dell’esperienza dei visitatori”.
    “Il centrodestra – conclude la nota – continuerà a sostenere
ogni iniziativa utile alla crescita del turismo umbro, perché i
risultati positivi sono un patrimonio dell’intera regione e non
di una parte politica. Ma proprio perché vogliamo che questa
crescita continui, riteniamo necessario abbandonare la
propaganda e affrontare le vere sfide ancora aperte: riportare
gli stranieri in Umbria, aumentare la permanenza media,
valorizzare tutto il territorio regionale e consolidare nel
tempo un modello di sviluppo turistico costruito con la
programmazione avviata nella precedente legislatura. Solo così
la crescita registrata in questi mesi potrà diventare davvero
strutturale, diffusa e duratura”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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