
“Nell’aula del Consiglio regionale
dell’Umbria, si è consumata una delle pagine più mortificanti
per la dignità istituzionale che questa legislatura ricordi. Una
seduta segnata dall’assenza sistematica della Giunta e dalla
latitanza della maggioranza. Mentre l’aula avrebbe dovuto
rappresentare il luogo del confronto democratico e della
responsabilità istituzionale, la maggioranza ha scelto di
sottrarsi, lasciando di fatto paralizzato il Consiglio”: a
denunciarlo sono i consiglieri regionali di opposizione Enrico
Melasecche e Donatella Tesei (Lega Umbria), Andrea Romizi e
Laura Pernazza (Forza Italia), Eleonora Pace, Paola Agabiti e
Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) e Nilo Arcudi (Umbria
Civica). “A garantire il numero legale è stata, paradossalmente,
proprio la minoranza” hanno aggiunto.
“Siamo stati noi a richiamare, più volte e con senso delle
istituzioni – affermano i rappresentanti di centrodestra e
civici -, al rispetto delle regole e del ruolo che ciascun
consigliere è chiamato a svolgere. Lo abbiamo fatto non per
spirito di supplenza, ma per dovere nei confronti dei cittadini
umbri che rappresentiamo. La penultima mozione in trattazione,
presentata dal capogruppo del Pd Betti, non ha potuto essere
votata proprio a causa della mancanza del numero legale,
circostanza resa ancor più grave dal fatto che si trattava di un
atto espressione della stessa maggioranza, incapace di garantire
persino a se stessa le condizioni minime di funzionamento
istituzionale. A fronte di tale situazione, si è resa necessaria
un’interruzione della seduta di cinque minuti nel tentativo di
consentire il ripristino del numero legale, ma, nonostante il
tempo concesso, nessun esponente della maggioranza ha fatto
rientro in aula, determinando così l’impossibilità di procedere
alla votazione dell’atto. Dopo che la maggioranza ha negato a
Gubbio di essere coinvolta nella cabina di coordinamento
dell’ottocentenario dalla morte di San Francesco, come noi
avevamo richiesto poiché ne aveva tutti i diritti, finalmente
aveva presentato una mozione che prevedeva l’impegno della
giunta nella valorizzazione del Cammino di Sant’Ubaldo, pertanto
avremmo votato convintamente a favore. Ma niente, la sinistra si
è dileguata voltando ancora una volta le spalle a Gubbio.
Riteniamo che il comportamento tenuto dalla maggioranza oggi non
solo sia stato irrispettoso nei confronti del Consiglio
regionale, ma offensivo verso l’intera comunità umbra”.
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Fonte Ansa.it