
(ANSA) – PERUGIA, 08 MAG – Alla luce dell’ormai “incontrollata” esplosione demografica della fauna selvatica,
soprattutto di cinghiali ed ungulati, Confagricoltura ed Eps
(Ente produttori selvaggina) hanno presentato un “Manifesto per
la tutela dell’attività economica agrosilvopastorale in Umbria”.
Regione dove i cinghiali hanno raggiunto le 150mila unità.
I principali obiettivi che si intende raggiungere con questo
atto (riequilibrio delle specie selvatiche, valorizzazione delle
riserve venatorie, tutela del diritto di godimento del
proprietario conduttore dei frutti dei fondi rurali e forestali
dei quali dispone) sono stati illustrati da Fabio Rossi,
presidente Confagricoltura Umbria, e da Alessandro Monacelli,
presidente Eps Umbria, all’assessore regionale all’agricoltura
Roberto Morroni.
Dopo che il governo nazionale ha di recente modificato l’art. 19
della Legge n. 157/1992 rafforzando gli strumenti di
contenimento della fauna selvatica, soprattutto della specie
cinghiale, Confagricoltura ed Eps sollecitano la Regione Umbria “ad avviare rapidamente i processi di aggiornamento normativo
per consentire un percorso di adeguamento e, dove necessario, di
modifica, visto che in Umbria i singoli piani di controllo
vengono attivati periodicamente”.
“Gli agricoltori prima del risarcimento dei danni – ha precisato
il presidente di Confagricoltura Umbria – vogliono esercitare il
diritto di coltivare, allevare e creare economia con le loro
produzioni, soprattutto nelle colline dove si assiste ad un vero
e proprio depauperamento di coltivazioni, e chiedono che le
specie rientrino entro limiti demografici sostenibili”.
“Il tema – ha affermato Morroni – è molto attenzionato dal
governo regionale. Con il nostro arrivo e grazie
all’interlocuzione con il mondo agricolo e venatorio abbiamo
pensato a provvedimenti che hanno segnato una cesura netta
rispetto al passato. Su questo argomento non ci deve essere chi
sta da una parte e chi dall’altra ma serve un’alleanza tra mondo
agricolo e venatorio. Sono stati fatti passi in avanti e altri
vanno fatti ma la strada è quella giusta”. (ANSA).
Fonte Ansa.it