
“Bisogna smettere di far finta che non siamo già in guerra. L’economia di guerra è partita, la guerra è diventata lo strumento che sostituisce il diritto internazionale”: a dirlo è il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, a Spoleto a una manifestazione per la pace promossa dalla Cgil Umbria. Per Landini “cresce l’isolamento di Israele, anche dopo le recenti prese di posizione all’Onu, e si allarga il numero dei Paesi che riconoscono la Palestina”. Con Landini hanno partecipato alla manifestazione lui la segretaria regionale Maria Rita Paggio, l’assessore umbro alla pace Fabio Barcaioli e il sindaco di Spoleto Andrea Sisti. “Soprattutto – ha sottolineato Landini – cresce la mobilitazione di centinaia di migliaia di persone che, in Italia e nel mondo, chiedono di fermare il genocidio in corso e di bloccare la folle corsa al riarmo che mette a rischio il futuro stesso del pianeta”. Il leader della Cgil ha rivolto un appello diretto alla politica internazionale. “Bisogna fermare Netanyahu e il governo israeliano – ha chiesto – che stanno facendo danni sia al popolo palestinese sia a quello israeliano, alimentando un odio destinato a non fermarsi. Allo stesso tempo va fermato Putin e va aperta una vera conferenza di pace. Solo la volontà politica di negoziare può fermare questa spirale di violenza”. Secondo Landini, a pagare il prezzo della guerra sono soprattutto i lavoratori. “L’economia di guerra – ha affermato – ha fatto crescere inflazione e bollette, impedisce a tanti di arrivare a fine mese e porta gli Stati a investire in armi anziché in sanità, scuola e nei bisogni reali delle persone. Le lavoratrici e i lavoratori stanno già pagando sulla propria pelle questa scelta”. Da qui l’invito alla mobilitazione. “Non possiamo restare zitti o chiusi in casa – ha detto Landini – ma è il momento di scendere in piazza, di prendere la parola e di far sentire la voce del mondo del lavoro. È il momento di fare rumore, perché senza pace non ci possono essere né libertà né diritti”.
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Fonte Ansa.it