
Il vino “è diventato il
principale motore turistico regionale, in Umbria, attirando
circa il 30% dei visitatori totali”: il dato è emerso
dall’Assemblea straordinaria dell’Associazione nazionale Città
del Vino, che ha visto la partecipazione di un centinaio di
delegati da tutta Italia, oltre alla presenza del presidente
dell’Associazione nazionale, Angelo Radica e che ha avuto come
palcoscenico d’eccezione l’Umbria e le quattro città che l’hanno
rappresentata: Torgiano, Todi, Trevi e Montefalco.
Ha aperto i lavori il convegno, che si è svolto a Torgiano,
al “Borgo Tre Vaselle”, dal titolo “Evoluzione dell’enoturismo:
scenari in atto e trend di crescita”. Per l’occasione è stato
presentato il 21/o rapporto dell’Osservatorio nazionale del
turismo del vino, curato da Nomisma Wine Monitor il quale
evidenzia che sempre più l’enoturismo rappresenta un fenomeno in
crescita e un’opportunità di sviluppo per le imprese del vino
italiane.
Il presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti, ha
ricordato come questa regione, seppur piccola sia composta da
tante città e territori di eccellenza conosciuti nel mondo.
La valorizzazione del settore agroalimentare è stato il focus
dell’intervento dell’assessora al Turismo della Regione Umbria
Simona Meloni. “Vino è identità, risorsa – ha detto, secondo
quanto riferiscono i promotori – richiama le nostre radici. Il
vino è la nostra esperienza attraverso il quale si può delineare
la storia delle cantine che rappresentano, per eccellenza, la
cultura del vino, come qui a Torgiano la storia della famiglia
Lungarotti, ma anche valorizzazione dei territori, come
rilanciare il borgo di Torgiano grazie anche alla riapertura del
Borgo Tre Vaselle, espressione di questo territorio”.
Il coordinatore di Città del Vino dell’Umbria, Avelio Burini,
ha parlato dell’importanza di riqualificare manifestazione
dedicate al vino, puntando sulla qualità e non sulla quantità,
per questo sono nate le “Notti del vino” di qualità, il format
ideato dall’Associazione Nazionale Città del Vino; un calendario
di eventi che guiderano gli enoturisti per tutta l’estate in un
viaggio tra 11 Città del Vino umbre in cui territorio e vino
diventano protagonisti indiscussi, attraverso degustazioni
accompagnate da attività ed eventi culturali e musicali.
“Dopo due anni di stop per il Covid – ha sottolineato il
presidente Associazione nazionale Città del Vino, Angelo Radica
– da 23 anni noi facciamo questo osservatorio e questo è la
dimostrazione di quanto l’associazione che ricordo raggruppa
oltre 500 comuni italiani, creda nell’enoturismo, soprattutto
dopo la crisi del vino, e in particolare dei vini rossi. Nell’85
un italiano beveva 100 litri di vino mediamente, oggi ne beve
29, e quindi l’enoturismo può rappresentare un forte elemento di
integrazione del reddito delle cantine. Oggi il 52% dei
consumatori visita la cantina e poi compra il vino e in Umbria
la media del fatturato delle cantine per l’enoturismo sfiora il
30%”.
L’osservatorio evidenzia come i Millennials siano dei veri e
propri driver di mercato. A differenza delle generazioni più
mature, prediligono il consumo fuori casa e investono in
etichette premium. Le cantine stanno registrando una spinta
record nelle vendite dirette proprio grazie a questa
generazione.
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Fonte Ansa.it