
“Non è urgente la riforma
costituzionale, la separazione delle carriere o i due Consigli
superiori della magistratura, ma l’approvazione di una legge
dello Stato che preveda finalmente termini e condizioni per
concedere ‘benefici, elargizioni e/o indennizzi’ a sostegno dei
familiari delle vittime di calamità naturali”, visto che “a
circa dieci anni dal terremoto di Amatrice nulla è stato fatto”.
E’ l’appello lanciato in una lettera aperta da 43 familiari
delle vittime del sisma del 2016 nel centro Italia, tra i quali
Franca Biagini e Franco e Marco Gianlorenzi, genitori e fratello
di Matteo Gianlorenzi, 44enne orvietano deceduto nel crollo
dell’Hotel Roma di Amatrice insieme alla moglie Barbara
Marinelli.
Nonostante una condanna definitiva a due anni e sei mesi di
reclusione, per crollo colposo, nei confronti di uno dei
progettisti dell’albergo, la famiglia Gianlorenzi non ha infatti
ancora ricevuto un risarcimento o anche solo un simbolico
indennizzo. All’imputato è stata comminata una provvisionale di
170 mila euro, “ma non è in grado di corrisponderla”. Una
vicenda analoga a quella della famiglia Capriotti, che ad
Amatrice ha perso Fabiana, 13 anni, e la nonna Delia Iezzi, 83.
“Anche in questo caso nessuna garanzia patrimoniale è offerta
dalla parte soccombente”, si legge nella lettera, anzi la
famiglia Capriotti “è stata esposta anche alla richiesta di
pagamento del ctu nominato dal tribunale”. Per i promotori dell’appello, dunque, “il dibattito ed i
costi economici del referendum” sulla giustizia “diventano
un’altra offesa ai familiari delle vittime del terremoto di
Amatrice e forse di tutte le famiglie (ancora non indennizzate)
delle vittime della calamità naturali le cui conseguenze lo
Stato avrebbe dovuto prevedere, prevenire, governare, impedire”.
Dai firmatari viene ricordato che in passato lo Stato ha
indennizzato con “speciali elargizioni” le vittime di singole
calamità come la valanga di Rigopiano, così come per le vittime
del terrorismo o della strada. “Rispetto alle calamità naturali
– concludono – ancora manca una analoga previsione normativa”.
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Fonte Ansa.it