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Ex sindaco Campello, Maria Sole Agnelli fu fondamentale

“Maria
Sole Agnelli è stata una sindaca fondamentale per Campello sul
Clitunno, una donna capace di lasciare un segno profondo e
duraturo, al di là delle appartenenze politiche”: a dirlo
all’ANSA è Domizio Natali, ex sindaco di Campello ed esponente
del centrosinistra, il quale ricorda Maria Sole Agnelli, morta
all’età di 100 anni. Sorella dell’Avvocato Gianni Agnelli e
moglie del conte Ranieri di Campello della Spina, fu proprio il
marito, sindaco del piccolo borgo umbro, ad avviare un percorso
di modernizzazione interrotto bruscamente dalla sua scomparsa
nel 1959. L’anno successivo, nel 1960, Maria Sole Agnelli decise
di candidarsi e venne eletta sindaca con la “Lista del
Tempietto”, rimanendo alla guida del Comune per dieci anni, fino
al 1970.
    “Un’esperienza amministrativa di grande rilievo – sottolinea
Natali – che ha inciso in modo concreto sullo sviluppo del
territorio”. Tra le opere più significative realizzate durante
il suo mandato, Natali ricorda la costruzione di tutte le scuole
pubbliche di Campello. “Un progetto avviato dal marito – spiega
– ma che lei seppe portare a compimento con determinazione”. In
particolare, l’inaugurazione dell’Istituto professionale, con un
forte indirizzo verso la meccanotronica, rappresentò un punto di
svolta. “C’erano circa un centinaio di studenti – racconta – e i
più bravi venivano mandati a lavorare alla Fiat di Torino. Per
Campello fu un momento straordinario: quell’istituto era
considerato di grande prestigio”.
    Nel bilancio di quegli anni rientrano anche la realizzazione
della strada di Perpettino, l’istituzione delle casse popolari
e, più in generale, quello che Natali definisce “un vero
risveglio culturale e imprenditoriale”. “Lo dico io, che
politicamente sono sempre stato dall’altra parte – aggiunge –
Maria Sole Agnelli ha saputo amministrare con visione e
concretezza”. Dopo aver lasciato Campello nel 1970, ha mantenuto
un legame profondo con il territorio. Dal matrimonio con Ranieri
di Campello della Spina ebbe quattro figli; uno di loro,
Bernardino Campello, è tuttora proprietario delle Fonti del
Clitunno, oltre ad altri immobili, segno di una presenza ancora
viva della famiglia nel comprensorio.
    Natali ricorda anche il tratto umano dell’ex sindaca: “Non
era affatto una persona altezzosa – dice – e stava vicino alla
gente più umile, non se la tirava, nonostante il cognome e
l’importanza della famiglia Agnelli”. Un atteggiamento che, a
suo avviso, ha contribuito a renderla una figura molto amata.
    “Oggi – dice – Campello dovrebbe pensare a dedicarle una via,
una piazza, una scuola. So che esiste una legge che impone di
attendere dieci anni dalla morte, ma una figura di così alto
prestigio e caratura meriterebbe un riconoscimento immediato”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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