
Per l’assessore regionale Thomas
De Luca “mentre tutte le istituzioni umbre si sono mobilitate per difendere il territorio e le sue risorse, le dichiarazioni
del portavoce di Forza Italia e deputato umbro Raffaele Nevi in
Commissione alla Camera suonano come la sentenza definitiva di
chiusura del posto di teleconduzione di Terni”. “È un fatto
grave – sostiene -: il Governo, attraverso la voce di Nevi, non
solo prende atto della riorganizzazione, ma la avalla,
accettando acriticamente le ‘ampie rassicurazioni’ di Enel sulla
mancanza di impatto occupazionale e sui presunti ‘importanti
investimenti’. Parole che sconfessano gli stessi esponenti della
destra che all’unanimità avevano sostenuto l’atto unitario a
sostegno della lotta dei lavoratori. Una posizione quella della
Regione Umbria, portata avanti coerentemente sin dall’inizio
dalla Giunta regionale”.
“Il Governo toglie un altro pezzo fondamentale a Terni e
all’Umbria – sostiene De Luca – Nevi, nel suo ruolo politico ma
anche istituzionale, dimentica il valore strategico del presidio
che viene smantellato. Il posto di teleconduzione di Villa Valle
non è una semplice sede amministrativa; è un centro nevralgico
che ha il compito di monitorare sette grandi dighe e circa
cinquanta opere idrauliche minori nell’articolato bacino
Tevere-Nera. Come evidenziato dalla Regione, la sua chiusura,
annunciata unilateralmente da Enel e prevista entro la fine di
settembre, compromette un presidio irrinunciabile per la
sicurezza idraulica, ambientale ed energetica dell’intera
Umbria. La perdita del suo know-how specialistico rappresenta un
rischio significativo non solo nella gestione delle emergenze,
specialmente in un contesto di fragilità degli ecosistemi
accentuato dalla crisi climatica ambientale. Affermare, come fa
Nevi, che Enel stia investendo milioni di euro per le centrali
umbre e le officine idroelettriche di Terni, non può coprire la
responsabilità di lasciare che un asset cruciale per la
sicurezza territoriale venga meno. Nevi sostiene che la politica
debba vigilare con atteggiamento ‘responsabile e costruttivo’,
ma accettare supinamente la chiusura del Punto di Teleconduzione
è tutt’altro che responsabile. È, al contrario, un atto che
depaupera il nostro territorio”.
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Fonte Ansa.it