
“Se tutto è reale, è una questione
gravissima da punire con l’ergastolo”: interviene così il
sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, sulla vicenda che coinvolge
i vertici dell’Autorità Garante della privacy.
“Siamo arrivati allo schifo totale – osserva Bandecchi in una
sua nota – e alla dimostrazione di una politica arrogante. Il
Garante è un incarico politico, ma la politica dovrebbe essere
fatta da uomini moralmente corretti e di alto livello culturale
e invece siamo al declino. Gli incarichi richiedono massima
rettitudine, persone di idee e partito, che non usano beni
pubblici con la massima arroganza”.
“Amministro il Comune di Terni come sindaco e presidente
della Provincia; in 31 mesi di mandato – sottolinea – non ho mai
usato autisti, rimborsi spese ai quali avrei avuto anche diritto
a scopo professionale. Ho attivato progetti e lavori per far
risparmiare gli enti del territorio e creato gare di appalto
interne. Sono un imprenditore, gestisco soldi che sono miei, ma
ho un profondo rispetto del denaro pubblico e tutti dovrebbero
averlo”.
“Sulla questione scandalosa del Garante della privacy –
afferma ancora Bandecchi – ci sono due modi di agire: o la
fucilazione per tradimento alla Patria, o l’ergastolo a vita. La
trasmissione Report, con cui non ho grandi rapporti,
probabilmente ci ha azzeccato. Questo episodio è emblematico di
una bassa politica: quella italiana ha da sempre uno spirito
socialista e questo è lo stile, nei Paesi liberali, invece, chi
fa così ha finito di lavorare e va in galera, o deve scappare in
esilio altrove!”.
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Fonte Ansa.it