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Assessora Umbria dopo femminicidio, non chiamatelo amore

“Non chiamatelo amore” è l’appello
dell’assessora della Regione Umbria Simona Meloni dopo il
femminicidio di Stefania Terrosi a Città della Pieve, “strappata
alla vita per mano di un uomo, il suo compagno”. “Ancora una
volta, la relazione si trasforma in tragedia” ha scritto sui
social Simona Meloni dopo avere partecipato alla cerimonia
durante la quale un nastro rosso con il nome della donna è stato
posto sull’albero dedicato a tutte quelle uccise.
    L’assessora si è soffermata su “quel sentimento malato che si
trasforma in ossessione, nella disperata ricerca del controllo,
nell’impossibilità di far fronte alla fragilità del terrore
dell’abbandono, è solo probabilmente un tentativo disperato di
colmare un vuoto esistenziale”. “Niente di tutto ciò – ha
aggiunto – ha a che vedere con l’amore che è libertà, cura,
reciprocità e rispetto. La follia violenta e omicida,
premeditata o incontrollata che sia, non misura mai la grandezza
di una passione amorosa, ma la profondità dei propri abissi
interiori dove spesso abitano i demoni più oscuri. E se questi
demoni della psiche e dell’anima dispongono di armi con cui
offendere, o addirittura armi vere e proprie, come in questo
caso, allora rischiamo che vinca la morte sulla vita, la
vendetta sulla comprensione, la rivalsa sul perdono, vince il
silenzio sulle parole. In ogni relazione, qualsiasi atto di
violenza, sia esso verbale, psicologico o fisico, è
inaccettabile. Tali gesti non rivelano la forza di un
sentimento, ma piuttosto modalità distruttive e disperate per
esercitare il proprio folle dominio. E forse, oltre all’impegno
delle istituzioni, dei centri antiviolenza, delle forze
dell’Ordine, dovremmo ripartire da quel sentimento di
vicinanza e di vicinato, per il quale ciascuno di noi dovrebbe
buttare lo sguardo oltre il proprio marciapiede, oltre la
propria porta di casa, perché forse dei segnali di disagio a
volte arrivano e non li sappiamo cogliere”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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