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Assemblea dei sindaci in Provincia a Terni, ‘Zes da rivedere’

Si è stavolta, in Provincia di
Terni, l’assemblea dei sindaci. All’ordine del giorno, fra le
altre cose, la questione della Zes. Ricordando che in Umbria 34
comuni nel Perugino hanno ottenuto il riconoscimento di Zona
economica speciale e solo tre in provincia di Terni, e cioè
Terni, Narni e San Gemini, il presidente Stefano Bandecchi ha
annunciato di aver già scritto al ministero e di voler
organizzare incontri con il presidente dell’Ordine dei
commercialisti, con l’Ordine degli avvocati, con le associazioni
di categoria e con i Comuni.
    “Dobbiamo capire la situazione delle nostre aziende e del
tessuto economico”, ha detto Bandecchi, secondo quanto riferisce
un comunicato della Provincia di Terni. “Tre soli comuni per la
nostra provincia è riduttivo, bisogna ripensare l’applicazione
complessiva delle misure, anche perché l’Umbria, lo dicono le
previsioni, vedrà un calo economico. Da qui al 2035 infatti il
Pil scenderà di 1 punto l’anno”.
    Sempre il presidente, raccogliendo le sollecitazioni dei
sindaci, ha suggerito di organizzare un incontro con la
presidente della Regione e con l’assessore allo sviluppo
economico. Il sindaco di Orvieto Roberta Tardani ha proposto di
estendere le misure all’Orvietano e ad altre zone in difficoltà
e al momento escluse dalla Zes. Giovanni Montani, sindaco di
Acquasparta, ha sottolineato l’opportunità di coinvolgere la
Regione. Tutti i sindaci presenti si sono detti d’accordo con il
presidente Bandecchi sulla necessità di rivedere l’attuale
ripartizione della Zes.
    L’assemblea ha anche affrontato la questione dei rischi
legati alla Peste suina africana (Psa) che può interessare le
grandi quantità di cinghiali presenti sul territorio. Portando
il punto all’attenzione dell’assemblea, il presidente Bandecchi
ha sottolineato che il ruolo della polizia provinciale è
fondamentale per le operazioni di abbattimento e gestione del
sistema di selezione. “La polizia provinciale – ha affermato –
sovrintendente e controlla tutte le operazioni di selezione dei
cinghiali ma nelle attuali condizioni questo non è possibile. I
rischi correlati alla Peste suina diventano così molti
rilevanti. La Regione – ha detto il presidente – deve farsi
carico del problema e stanziare le risorse necessarie a mettere
le polizia provinciale nelle condizioni di svolgere i compiti
che le assegnano le normative in materia”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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