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Ance Umbria, con aumento costi materiali cantieri a rischio

(ANSA) – PERUGIA, 09 MAR – E’ “fortemente preoccupata che il
fortissimo aumento dei prezzi delle materie prime possa fermare
l’attività di tutti i cantieri edili” Ance Umbria,
l’associazione dei costruttori aderenti a Confindustria. Per la
quale la preoccupazione è “di vedere interrompere la ripresa
dopo la grande frenata dovuta alla pandemia, l’impossibilità di
far funzionare al meglio lo strumento del 110% per risanare il
patrimonio edilizio e anche di completare i lavori di
manutenzione straordinaria che riguardano le strade e c’è
l’angoscia derivante dal non poter portare a termine la
ricostruzione nelle zone colpite dal terremoto”.
    Ance Umbria chiede quindi “l’immediata apertura di un
confronto vero e costruttivo, responsabile e collaborativo, con
le diverse stazioni appaltanti, a partire da Anas, e soprattutto
con la Regione, per l’adeguamento del prezzario recentemente
approvato”. “Da diversi mesi – spiega il presidente Albano
Morelli – cerchiamo di lanciare allarmi e richiamare
l’attenzione dei decisori pubblici e di tutte le Istituzioni. Si
vuol far credere che lo facciamo per egoismo o solo per evitare
alle nostre aziende difficoltà e rischi di fallimento. Certo, ci
sono anche queste preoccupazioni, per altro legittime. Ma
testardamente insistiamo nel sottolineare come i fenomeni di
aumento dell’energia e delle materie prime e di carenza dei
materiali da costruzione, se non affrontati con spirito unitario
e collaborativo, con responsabilità e verità, rischiano di
determinare danni enormi all’economia, alla società, al
territorio e alle nostre città e soprattutto al futuro nostro e
dei nostri figli, visto che oggi abbiamo la possibilità di fare
investimenti con il Pnrr che segneranno i prossimi decenni”.
    Secondo Ance lo “straordinario aumento” del costo dei
materiali è frutto di una somma di eventi “imprevisti ed
imprevedibili”. Il ferro e l’acciaio – ricorda – sono aumentati
fino al 200%, i polipropileni e il legno di più del 100%, i
bitumi di oltre il 50%. A questo si aggiunge, secondo
l’associazione, la difficoltà a reperire molti dei materiali che
servono all’attività delle imprese di costruzione. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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