
“Ci hanno sempre messe l’una
contro l’altra, quando in realtà eravamo entrambe vittime delle
stesse circostanze”. È Amanda Knox a parlare, e si riferisce
alla sua coinquilina Meredith Kercher, uccisa a Perugia nel
2007.
Mentre Hollywood programma eventi per promuovere la serie sul
caso giudiziario che derivò da quell’omicidio (in onda ogni
mercoledì fino al 1 ottobre su Disney+), è la stessa
protagonista della vicenda, prima accusata e poi completamente
scagionata, a prendere la parola. Lo fa nel più hollywoodiano di
tutti i podcast, quello condotto dall’attrice e imprenditrice
Gwyneth Paltrow.
Nella puntata di ‘Goop’ del 17 settembre, Knox, oggi 38 anni,
afferma: “Eravamo due ragazze venute da fuori, che studiavano in
una piccola città nel cuore verde d’Italia, e solo una
sopravvive: questa era la storia che volevano raccontare”. Nella conversazione con l’attrice, l’ex studentessa di Seattle –
oggi anche produttrice della serie Hulu – si definisce “vittima
del sistema giudiziario”, ricordando “le 53 ore di
interrogatorio in appena cinque giorni senza alcun supporto
legale”. Fa anche il nome del pm titolare delle indagini,
Giuliano Mignini, accusandolo di non aver rispettato i suoi
diritti: “Non avevo un avvocato e le mie dichiarazioni non sono
state registrate. Gli inquirenti mi dicevano che non ero
indagata, per loro ero solo una testimone”.
Il podcast ha scatenato polemiche nei confronti dell’attrice
americana. I commenti dei fan considerano quantomeno dubbia la
scelta dell’ospite, uno commenta: “Shame on you”, “Vergognati”.
Paltrow, invece, ha detto che questa intervista le ha insegnato
molto sulla resilienza e che “resterà con me a lungo”.
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Fonte Ansa.it