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Sat in assemblea, il bilancio supera i 3,4 milioni di euro

Bilancio solido, attività diffuse e
una visione chiara sul futuro della montagna. La Sat è una
comunità in salute, viva, radicata e capace di tenere insieme
attività, visione e responsabilità. È questa – si legge in una
nota – l’immagine emersa dall’assemblea dei delegati della
Società degli alpinisti tridentini 2026, che ha approvato il
bilancio e fatto il punto sull’anno trascorso, alla presenza del
presidente Cristian Ferrari, dei vicepresidenti Cinzia Fedrizzi
e Riccardo Giacomelli, del consiglio centrale e dei
rappresentanti delle sezioni.
    A partecipare anche, tra gli altri, George Simeoni, presidente
Avs; Carlo Alberto Zanella, presidente Cai Alto Adige; Johnny
Zagonel, vicepresidente del Soccorso Alpino e Speleologico del
Trentino; Mauro Gaddi, consigliere centrale del Cai; Mauro
Leveghi, presidente del Trento Film Festival. A presiedere
l’assemblea Paolo Frizzi, presidente Ana Trentino.
    Al centro dei lavori – prosegue la nota – il valore del
lavoro diffuso delle sezioni e dei volontari, che ogni giorno
traducono in azioni concrete i principi dell’associazione: dalla
gestione del territorio alla cura della rete sentieristica,
dalle attività culturali alla formazione. Un impegno che si
riflette anche nei numeri, con oltre 700 gite organizzate
nell’ultimo anno, più di 120 eventi culturali e circa 120
attività di alpinismo giovanile, accanto alla gestione di oltre
5.600 chilometri di sentieri, oltre 2.200 giornate di
manutenzione e 35 rifugi con più di 69.000 pernottamenti annui.
    Un lavoro che trova riscontro anche nei dati economici: il
bilancio supera i 3,4 milioni di euro di proventi e chiude con
un avanzo contenuto di circa 72 mila euro. Le principali entrate
derivano dai rifugi (30%) e dal tesseramento (29%), voci che
concentrano anche la quota più rilevante dei costi, a conferma
di un modello in cui le risorse vengono reinvestite direttamente
nelle attività, nella gestione delle strutture e nei servizi ai
soci.
    “Se vogliamo dare una misura, anche solo parziale, del lavoro
della SAT, i numeri ci aiutano. Ma non bastano: il vero valore
sta in come questo lavoro viene fatto – ha sottolineato il
presidente Cristian Ferrari nella sua relazione morale -. Il
compito non è solo raccontare ciò che è stato fatto, ma
restituire il lavoro complessivo di un’associazione”. Chiaro il
richiamo a un’azione che non si misura nella capacità di
accumulare risorse, ma nella qualità del lavoro restituito alla
montagna e alle comunità.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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