
Fa discutere un progetto
editoriale online, “Der Kreiser”, che genera articoli con
l’intelligenza artificiale nello stile di scrittura di noti
giornalisti, come Beppe Severgnini e Alberto Faustini. “È la
(nuova) stampa, bellezza. E tu non puoi farci niente”, affermano
i promotori anonimi dell’iniziativa. Come si legge sul sito, gli
articoli “vengono presentati in forma di ‘pastiche’: cioè nello
stile di scrittura tipico di vari autori che, ovviamente, non
hanno nulla a che vedere con i contenuti degli articoli”.
“Magari non sanno scrivere il mio nome (l’articolo, in fondo,
è firmato “Servegnini”), ma i miei imitatori sono gentili. Il
comando è: ‘scrivi nello stile di Beppe Severgnini: tono ironico
ma elegante, brillante e scorrevole, capace di coinvolgere il
lettore senza rinunciare alla profondità concettuale'”, commenta
con l’ANSA Severgnini.
“La cosa era prevedibile – prosegue -, tanto è vero che l’ho
fatta anche io, perché nel mio libro ‘Socrate, Agata e il
futuro’ ho sfidato ChatGpt a scrivere l’attacco di un capitolo,
il terzo, sulla cura delle parole, usando il mio stile. Gli ho
detto: scrivilo nello stile di Beppe Severgnini e il risultato è
stato buono. L’ho pubblicato in una pagina indicando subito:
occhio che questo lo ha scritto un’intelligenza artificiale e io
dovrò fare di meglio. Spero nel libro di esserci riuscito. Tra
l’altro l’intelligenza artificiale ogni tanto fa cilecca, perché
un paragrafo iniziava con ‘nel mondo frenetico di oggi’, io ‘nel
mondo frenetico di oggi’ non lo scrivo neanche sotto tortura”.
“Per finire direi che essere scandalizzati è inutile –
conclude -. Questo è il mondo che ci aspetta e quindi è bene
ragionarci su. Per adesso basta essere un po’ più attenti, un
po’ più bravi e un po’ originali. Per adesso ancora possiamo
cavarcela, ma per quanto?”.
Faustini, interpellato dall’ANSA, prende le distanze. “Vengo
a sapere di questa iniziativa da amici e colleghi e posso solo
dire che è inquietante – afferma il giornalista trentino -. Non
col mio nome, mi sento di dire. L’intelligenza artificiale è
strumento insieme prezioso e pericoloso, ma diventa appunto
persino inquietante se di fatto ruba la tua identità, i tuoi
pensieri, il tuo modo di scrivere. Non ho nulla a che fare con
questa iniziativa, ma mi chiedo in quanti potranno capirlo
nell’epoca della lettura spesso superficiale dei fatti, delle
cose, delle notizie”, conclude Faustini.
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Fonte Ansa.it