
(ANSA) – TRENTO, 04 MAR – La Corte di Cassazione ha
pubblicato in questi giorni una nuova sentenza a ribadire che i
docenti con contratto a tempo determinato hanno lo stesso
diritto dei colleghi di ruolo a vedersi riconosciuta l’anzianità
di servizio. lo comunica il sindacato Fenalt in una nota. Al di
là del risarcimento economico per i docenti ricorrenti, la nuova
sentenza della Corte di Cassazione, che ricalca la sentenza
ottenuta da Fenalt l’anno scorso) ribadisce un principio di
grande importanza, che ora spiana la strada ad altri ricorsi.
“Pur non essendo applicabile alla scuola l’obbligo
all’assunzione in ruolo derivante dalla normativa europea contro
la reiterazione abusiva dei contratti a termine – afferma
Maurizio Valentinotti, segretario generale Fenalt –
l’amministrazione provinciale ha illecitamente tratto vantaggio
da questa circostanza: la Pat avrebbe dovuto invece trattare i
docenti precari al pari dei colleghi di ruolo, innanzitutto
riconoscendone l’anzianità di servizio e dunque anche gli scatti
retributivi e contributivi. È importante che i docenti trentini
siano al corrente di questa possibilità: molti in questi giorni
vengono a chiederci informazioni senza aver ben chiare le cose
perché spesso la ricostruzione della carriera è un’incombenza
che si rimanda al momento della pensione. Invece è necessario
pensarci ora e procedere ai ricorsi per farsi riconoscere i
diritti lesi”, conclude il sindacalista.
Oltre ai docenti attualmente assunti con contratto a tempo
determinato, il principio interessa anche i colleghi che hanno
già ottenuto la ricostruzione di carriera in seguito
all’assunzione in ruolo. Le procedure di ricostruzione adottate
dall’Amministrazione provinciale, infatti, non restituiscono
interamente al lavoratore quanto maturato negli anni di
precariato. Per questo Fenalt – si legge nella nota – invita i
docenti a verificare le proprie ricostruzioni di carriera con i
patronati e le organizzazioni sindacali e si rende disponibile a
sostenerli nel far valere i propri diritti. (ANSA).
Fonte Ansa.it