
(ANSA) – BOLZANO, 14 GEN – “Oltre ai turisti che non fanno
più il pieno in Alto Adige per ripartire in direzione nord, quel
che ora con il nuovo aumento delle accise sfugge al nostro Paese
sono i rifornimenti dei mezzi pesanti che fanno tragitti lunghi,
e qui si tratta di oltre 100 milioni di litri”, a dirlo è il
presidente dei proprietari delle stazioni di servizio presso
l’Unione commercio dell’Alto Adige, Haimo Staffler. “Se si
calcola che il Italia sono circa 25.000 gli impianti di
distribuzione di carburante e che un impianto in media eroga 1,2
milione di litri, si arriva a questi numeri”, spiega Staffler.
“I serbatoi dei tir sono sempre più capienti – spiega
Staffler – e possono contenere fino a 1.600 litri. Durante il
periodo della riduzione delle accise questi tir si fermavano
anche da noi, dove il prezzo era conveniente e pertanto in quel
periodo abbiamo registrato uno straordinario aumento dei consumi
dei mezzi pesanti”. Staffler sottolinea che non occorre solo
guardare all’imposizione delle accise per litro, ma “per la
legge dei vasi comunicanti” anche alle conseguenze che una
variazione di costo implica.
“Nel 2022 abbiamo avuto un aumento del passaggio di tir
sull’asse del Brennero dell’8 percento rispetto al periodo
pre-Covid, ma nessuno di questi si ferma da noi a fare il
pieno”, fa notare Staffler. “Fanno il pieno in Austria, dove il
Governo tiene basse le accise proprio per questo motivo e
raggiungono anche Napoli senza fare un pieno”, spiega il
presidente.
“Il nostro Governo – dice Staffler – dovrebbe far annullare
tutte le accise e imporne una onnicomprensiva. Basta alle accise
per il Vajont e via dicendo”. (ANSA).
Fonte Ansa.it