
Adesione quasi totale alle
Acciaierie Venete di Borgo Valsugana allo sciopero proclamato da
Fiom, Fim e Uilm dopo la tragica morte sul lavoro di Amir Rucic,
avvenuta mercoledì scorso. Alla protesta ha partecipato anche la
Filt Cgil per il comparto merci e logistica. Lo sciopero ha
coinvolto per quattro ore anche i dipendenti delle aziende
metalmeccaniche della provincia. A supporto della famiglia della
vittima è stata avviata una raccolta fondi tra i lavoratori
dell’acciaieria.
Fuori dai cancelli questa mattina – comunica una nota dei
sindacati – la rabbia e lo sconforto dei dipendenti, che con
forza hanno voluto ribadire insieme ai sindacati che la
sicurezza è un diritto che va garantito a tutte e tutti i
lavoratori e che è inaccettabile morire mentre si lavora.
I sindacati hanno ribadito che è tempo che le parole di
rammarico lascino posto ai fatti. “Serve un diverso approccio da
parte delle imprese, dei lavoratori e delle istituzioni, non
basta ottemperare agli obblighi burocratici, serve vigilare
sull’effettivo rispetto delle norme di sicurezza, serve fare
formazione e serve che le istituzioni rafforzino le misure di
controllo, unico vero deterrente”.
È ora di superare la narrazione che sul lavoro si muore per
tragica fatalità. “Non è mai una fatalità. Se un lavoratore o
una lavoratrice perde la vita vuol dire che qualcosa non ha
funzionato come dovrebbe. Per questa ragione nel rinnovare la
nostra piena a totale solidarietà alla famiglia della vittima
chiediamo con forza che si accertino quanto prima le dinamiche
dei fatti e si faccia chiarezza”.
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Fonte Ansa.it