
Un affresco dietro
l’altare di una chiesa della Lucchesia è attribuito ora, grazie
a un restauro che ne ha recuperato le linee pittoriche, al ‘misterioso’ Maestro del tondo Lathrop, nome attribuito nel 1906
dal grande storico dell’arte Bernard Berenson all’autore, allora
ignoto e misterioso, di un gruppo di opere anonime di altissima
qualità conservate in collezioni, chiese e musei di Barcellona,
Lucca, Roma, New York e Sarasota. L’artista è stato identificato
solo negli anni ’80 come Michelangelo di Pietro Membrini
(1460-1525) e rappresenta senza dubbio una delle più importanti
personalità della Toscana nord occidentale, assieme a Matteo
Civitali del cui circolo artistico fece parte, in fitto dialogo
con gli artisti fiorentini contemporanei. Domenica 31 agosto la
presentazione al pubblico nella chiesa di Migliano, vicino a
Camaiore (Lucca).
L’affresco, nello specifico, è una ‘Madonna del Soccorso’.
Era nascosto dalla sovrapposizione di un altare in stucco e da
un dipinto su tela nella chiesa parrocchiale di San Martino. Il
dipinto in condizioni deteriorate era noto solo ai fedeli e
praticamente sconosciuto agli studiosi.
Ricerche di archivio hanno messo in luce il legame di
stretta parentela tra il pittore del Rinascimento lucchese e
l’allora parroco di Migliano: era il fratello, sacerdote.
L’artista trascorse gli ultimi anni della propria vita presso la
canonica di Migliano dove probabilmente morì. Liberata da alcune
pesanti ridipinture, la ‘Madonna del Soccorso’ è in una nicchia
architravata, incorniciata dalle classiche ed elegantissimo
decorazioni a grottesche per le quali Membrini divenne famoso
facendo presupporre un suo soggiorno a Roma dopo il 1480; una
sua probabile firma ‘Mic.elangolo da Luca’ è ancora visibile nel
criptoportico della Domus Aurea dove gli artisti del
Rinascimento andavano ad ammirare i resti delle fastose
decorazioni della reggia di Nerone. Nell’affresco la Madonna
alza un bastone per scacciare il demone che insidia il bambino
pronto a trovare sicuro rifugio sotto il suo manto. Nella
raffigurazione di Migliano c’è la rara testimonianza di una
particolare interpretazione, di un uso specifico e raffinato,
della iconografia tradizionale della Madonna del Soccorso.
L’affresco di Michelangelo di Pietro era in origine dipinto sul
muro di fondo di una cappella, utilizzata, nei pressi dell’area
di sepoltura, esclusivamente per la veglia e le esequie ai
defunti. In senso allegorico, quindi, la Madonna del Soccorso
significava l’intervento provvidenziale della Vergine a
protezione e accoglienza dell’anima del defunto.
Il restauro è stato curato da Sandro Baroni con la
collaborazione di Deborah Bindani, sotto la direzione della
Soprintendenza di Lucca con Valentino Anselmi, funzionario
storico dell’arte. Il restauro, promosso da alcuni parrocchiani
e dal parroco Alessandro Gianni, è stato sostenuto da Lions Club
Lucca Le Mura e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
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Fonte Ansa.it