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Pugilato: All’Elba il ricordo di Alì con Cammarelle e Brozzi

(ANSA) – MARCIANA, 04 GIU – A Marciana, nell’Anfiteatro di
Procchio, si è svolto il “Memorial Muhammad Ali”, l’evento in
ricordo della leggenda della boxe mondiale, sceso dal ring della
vita il 3 giugno del 2016, a causa dell’aggravarsi del suo stato
di salute. Il Parkinson, però, non è riuscito a mettere KO la
popolarità smisurata di un campione che ancora oggi è un esempio
di forza, passione e identità che ha unito intere generazioni,
diffondendo valori sportivi e sociali che sonofonte di
ispirazione per ogni pugile.
    Tra questi, Anna Lisa Brozzi, campionessa europea
professioniste dei pesi piuma, e Roberto Cammarelle, campione
olimpico a Pechino 2008 e campione del mondo dei supermassimi e
ora dirigente delle Fiamme Oro, che sono saliti sul ring di
Procchio per portare la loro testimonianza e ripercorrere le
gesta di Ali insieme al Sindaco di Marciana Simone Barbi, al
vicepresidente del comitato regionale Toscana della Fpi, Achille
Cocco, e al presidente del comitato organizzatore dei Mondiali
di Milano 2009 Andrea Locatelli, elbano d’adozione. Organizzato
dal Comune di Marciana in collaborazione con la Federazione
pugilistica italiana e con il comitato regionale Toscana,
l’evento, inserito nella campagna “Boxing Heroes”, ha celebrato
The Greatest anche con un esibizione di pugilato olimpico.
    I due ‘special guest’ Cammarelle e Brozzi hanno raccontato la
loro esperienza di campioni di vita e di sport, testimoni del
fair play e della metafora di Ali: “dentro un ring o fuori, non
c’è niente di male a cadere. E’ sbagliato rimanere a terra”.
    Insieme hanno ricordato quanto Ali sia stata carismatico,
comunicativo e ribelle. Ali ha cominciato ad allenarsi a 11 anni
ed è diventato il campione del secolo, detentore del titolo
mondiale Wbc e Wba per 5 volte, battendo icone come Sonny
Liston, Joe Frazier e George Foreman, dopo aver conquistato, a
soli 18 anni, l’oro all’Olimpiade di Roma ’60. Per abbracciare
la fede musulmana ha cambiato il suo nome di battesimo, Cassius
Clay, in Muhammad Ali e ha combattuto per il riscatto degli
afroamericani. Ha rifiutato di combattere in Vietnam, è stato
arrestato e privato del titolo mondiale per poi vincere anche
questa battaglia introducendo l’obiezione di coscienza. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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