
Lo psicologo di base funziona in
Toscana. La valutazione della sperimentazione del nuovo servizio
avviata a settembre del 2024 in sette sedi può dirsi positiva e
la Regione ha deciso una proroga di altri dodici mesi, a partire
da marzo 2026, in tutte e ventuno le strutture nel frattempo
coinvolte, dislocate tra le tre Asl toscane, stanzuando a tale
scopo 675.000 euro. Lo rende noto la stessa Regione.
Il servizio è gratuito ed è attivabile dai medici di famiglia
e dai pediatri di libera scelta che operano all’interno delle
case di comunità coinvolte nella sperimentazione. Le casistiche
affrontate dagli psicologi in questi mesi spaziano da disturbi
legati a depressione, stress, crisi di panico, agorofobia ed
emotività a disagi legati a lutti o perdita ed assenza di
lavoro. Ma i disturbi hanno avuto in alcuni casi come causa
anche conflitti e separazioni, cambiamenti imposti da una
malattia, la transizione da infanzia ad adolescenza, la nascita
di un figlio o il pensionamento, le crisi di coppia o nelle
relazioni tra genitori e figli. Il filtro garantito dallo
psicologo di base, spiega ancora la Regione, “ha permesso, ad
esempio, di ridurre il ricorso incongruo ad esami e visite
specialistiche. Ha aiutato ad intercettare in modo precoce
situazioni che compromettono il benessere psicologico delle
persone. Si è ben integrato con altri servizi sanitari e con
l’attività dei medici di medicina generale e dei pediatri di
libera scelta ed aiutato la prevenzione e riduzione del disagio
psicologico”.
“Ci siamo mossi per rafforzare l’attenzione verso i problemi
psicologici, a volte sottovalutati e trascurati dai cittadini –
sottolinea il presidente della Regione Eugenio Giani -. Ma
questa sperimentazione va anche nel segno della Toscana diffusa,
con servizi ramificati sul territorio”. “Un altro anno di
attività ci consentirà di consolidare questa esperienza –
commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali della
Toscana, Monia Monni -. I buoni risultati si sono comunque già
visti”. “La scelta della Regione Toscana di proseguire con il
servizio dello psicologo di base è lungimirante – commenta poi
Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi
della Toscana e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli
psicologi -: i numeri registrati durante la sperimentazione
confermano che la domanda di supporto psicologico è concreta e
trasversale. Andare avanti è un passo verso la costruzione di un
presidio stabile di salute pubblica”. “Nei primi 18 mesi di
sperimentazione – spiega – si sono rivolti agli psicologi di
base circa 2300 toscani”.
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Fonte Ansa.it