
“Abbiamo portato la protesta
davanti alla Venere di Botticelli” dentro agli Uffizi, “per
pretendere risposte urgenti per coloro che dopo anni di
precarietà di ritrovano senza lavoro e salario. C’è bisogno
urgentemente di stabilizzare i precari storici” dei musei
fiorentini “e non di assumere nuovo personale con contratti a
chiamata ancora più precari”. Così oggi i manifestanti per la
mobilitazione promossa da Sudd Cobas che sta andando avanti da
giorni e proseguirà anche domani alle 14:30 nel piazzale degli
Uffizi mentre il 9 aprile manifestazione in piazza Duomo sotto
il palazzo della Regione Toscana dove si terrà l’incontro con
l’unità di crisi. Oggi agli Uffizi i manifestanti hanno anche
esposto uno striscione davanti alla Venere con scritto: ‘Basta
vite precarie”.
“Intanto – questo l’annuncio – ci prepariamo a raggiungere
con una protesta il ministero della Cultura a Roma il prossimo
13 aprile. È l’ora di finirla con la precarietà e con il sistema
malato degli appalti. Non c’è cultura senza diritti, e non
daremo tregua finché non avremo soluzioni”.
Dal 31 marzo il sindacato ha lanciato una mobilitazione
permanente, con iniziative per tutta la settimana di Pasqua. “Sappiamo – è stato spiegato in occasione della presentazione
della protesta da Valentina Peri del sindacato di base – che
CoopCulture”, la società che si è aggiudicata l’appalto per la
gestione dei servizi di biglietteria, accoglienza e altro, “sta
assumendo nuovi precari con contratti ancora peggiori, a
chiamata, mentre quelli storici sono a casa senza stipendio da
ottobre. Non è possibile che i musei famosi in tutto il mondo,
fra tutte le Gallerie degli Uffizi, si fondino totalmente sul
lavoro precario”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it