
Presentato oggi a
Rapolano (Siena) il primo impianto di riciclo in Toscana di
pannelli fotovoltaici. Lo stabilimento, di Semia Green, società
del Gruppo Iren partecipata da Sienambiente, è operativo da
qualche mese ed è autorizzato per il recupero di 9.000
tonnellate all’anno di pannelli fotovoltaici a fine vita, circa
200.000, che altrimenti finirebbero in discarica.
Grazie a un investimento di 4,5 milioni di euro e avanzate
soluzioni tecnologiche, permette di recuperare alluminio, vetro,
silicio e rame da avviare alle industrie del riciclo per la
produzione di nuovi beni. Dati, si spiega, “che rendono il sito
di Rapolano tra i più avanzati nel panorama nazionale e un
tassello operativo, a livello regionale, della filiera
dell’economia circolare legata alle energie rinnovabili”.
L’impianto realizza il recupero del 95% delle componenti dei pannelli attraverso lo smontaggio del telaio in alluminio, la
devetratura, la separazione del silicio, del rame e dei
materiali plastici. Dopo la realizzazione nel 2025 della prima
sezione di lavorazione, quest’anno entrerà in funzione la
seconda linea: una volta a regime, nell’impianto saranno al
lavoro 15 addetti tra operai, responsabili e impiegati.
Alla visita dell’impianto tra i presenti il governatore
toscano Eugenio Giani, la presidente della Provincia di Siena
Agnese Carletti, il sindaco di Rapolano Alessandro Starnini,
l’ad di Iren ambiente Eugenio Bertolini, e per Semia Green il
presidente Tiziano Scarpelli, anche presidente di Sienambiente,
e l’ad Alfredo Rosini. “Questo impianto è la dimostrazione
concreta di come lo sviluppo industriale possa e debba camminare
di pari passo con la sostenibilità ambientale”, le parole di
Giani. Per Scarpelli “lo sviluppo sostenibile e le positive
ricadute occupazionali, dirette e indirette, sono i due pilastri
che hanno ispirato” il progetto. Per Bertolini l’impianto “rafforza il contributo di Iren all’economia circolare sul
territorio toscano, integrando l’attività di Semia Green in una
filiera industriale che valorizza il recupero dei materiali e si
affianca agli investimenti che il Gruppo sta portando avanti
sullo sviluppo impiantistico regionale per la chiusura del ciclo
dei rifiuti”. Per Carletti “dimostra come la transizione
energetica possa coniugare innovazione tecnologica, tutela
ambientale e sviluppo socio-economico”.
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Fonte Ansa.it